Emergenza incendi, brucia il Centro-Sud

Da questa mattina, oltre 60 richieste di intervento per spegnere i roghi. Nell'attività coinvolti anche due candair francesi. In pericolo specialmente la Sicilia e la Calabria. Il Parco del Pollino in fiamme da ieri

Enna - A rendere più calda la situazione nelle regioni del Sud Italia non c'è soltanto il caldo. Anche il fuoco è tornato ad incendiare i terreni. Almeno cinque incendi di vaste proporzioni e decine di fronti minori stanno impegnando corpo forestale e vigili del fuoco in tutta la Sicilia dove le alte temperature, con punte oltre i 40 gradi nelle zone interne, da due giorni favoriscono il propagarsi delle fiamme, sempre di origine umana, dolosa o colposa.

Incendi in Sicilia Da ieri brucia una vastissima area a Castiglione di Sicilia (Catania): minacciati oltre 400 ettari di terreno e almeno 200 ettari sono già andati in fumo. Sul posto è al lavoro un canadair della Protezione civile, ma le dimensioni del fronte rendono difficile il lavoro del Corpo forestale. In provincia di Messina sono invece tre gli incendi più ampi, e interessano tutti zone boschive: a Roccavaldina sta operando un elicottero del Corpo forestale regionale, come anche nella zona di Piraino mentre sul rogo più vasto che si è sviluppato nel territorio di Montagnareale stanno operando un elicottero ed un canadair. Da ieri il territorio messinese è interessato da decine di roghi divampati soprattutto sulla costa ionica. Un vasto incendio è divampato anche nel palermitano, a Borgetto. Numerosi i casi di malori dovuti al caldo soprattutto nella giornata di ieri tra le province di Enna e Caltanissetta, dove gli operatori del 118 hanno soccorso varie persone con sintomi da colpo di calore.

Brucia anche il Parco del Pollino Ma le fiamme stanno mettendo a dura prova anche la Calabria. Il Parco nazionale del Pollino continua a bruciare. Mentre sono ancora in corso le azioni di spegnimento degli incendi propagatasi ieri, nella zona di Conca del Re, a Castrovillari e tra Frascineto e Eianina, ne è divampato un altro in zona Cerreta, nel comune di Morano Calabro, poco più sopra di Colloreto. "Siamo drammaticamente colpiti - dichiara il Commissario dell’ente Parco, Domenico Pappaterra -. È un attacco senza precedenti. C’è un disegno strategico che si evince dal fatto che, poco fa è stato appiccato un altro incendio a poco meno di 5 chilometri da dove i Canadair del Coau (Centro operativo aereo unificato), coordinati dal Corpo Forestale dello Stato, sono in azione".

"Si tratta di un disegno criminoso" "Fa bene - continua Pappaterra - il ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio a chiedere tolleranza zero e l’inasprimento delle pene per gli autori di tali reati, e ad ipotizzare l’intervento, sul Pollino, dei Carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico), per supportare l’attività investigativa". "Occorre altresì - afferma ancora Pappaterra - che le autorità competenti accertino le responsabilità per quanto avvenuto in questi giorni nella zona di Castrovillari, Morano, San Basile e Frascineto, giacchè è fin troppo evidente che ci si trovi di fronte ad un disegno criminoso di attacco al territorio del Parco e perfino dell’incolumità delle persone".

62 richieste di intervento Finora sono arrivate ben 62 richieste di intervento aereo al dipartimento della Protezione civile. Canadair ed elicotteri della flotta statale hanno lavorato su 39 incendi (29 sono ancora in corso). Non è stato possibile soddisfare tutte le richieste: si sta così dando precedenza, fanno sapere alla Protezione civile, agli incendi scoppiati nelle vicinanza di centri abitati, infrastrutture o stabilimenti industriali. Tutti i mezzi aerei sono al lavoro dalle prime ore della mattina e proseguiranno fino a stasera. Negli aiuti sono stati coinvolti anche due canadair francesi, che con un canadair italiano sono al lavoro su un incendio ad Acquasanta Terme, nelle Marche. La regione più colpita oggi è la Calabria, da cui sono arrivate 13 richieste di intervento (a Castrovillari la situazione è più critica); seguono Sicilia (9) ed Abruzzo (6). Dall’ Emilia Romagna in giù - esclusa la Toscana - tutte le regioni hanno chiesto aiuto alla flotta aerea.

Sardegna: notte di paura a Nuoro La fase critica sembra superata, ma si prospetta una notte tra attesa a paura a Nuoro dopo il violento rogo che nel tardo pomeriggio ha raggiunto le zone periferiche del capoluogo barbaricino, provocando l'evacuazione di diverse case lambite dalle fiamme. Il fuoco, alimentato da turbolenze provocate dalle temperature molte elevate degli ultimi giorni, non è ancora spento e si è diviso in due tronconi, uno diretto verso Orune e l'altro verso Lula. La situazione continua ad essere costantemente monitorata dal Corpo forestale, anche se col sopragiungere dell'oscurità, e il conseguente fermo dei voli di elicotteri e Canadair, l'intervento delle squadre a terra si limita al controllo e all'avvio delle prime operazioni di bonifica. "E' un paesaggio lunare e spettrale", ha commentato il prefetto Antonio Pitea, che ha compiuto dopo le 21.30 un giro di ricognizione in auto sulla Ss131 bis.

Roghi a Caserta: anziana grave Gli incendi che da giorni infuriano in provincia di Caserta, distruggendo centinaia di ettari di vegetazione, hanno provocato il ferimento in maniera grave di un'anziana di 80 anni di Caiazzo, località collinare non lontana da Caserta. L'anziana, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stata stata investita dalle fiamme che da un vicino uliveto stavano raggiungendo la propria abitazione. La donna si trova ricoverata in gravissime condizioni. Le sono state riscontrate ustioni che hanno in particolare interessato le mani e le braccia.

Paura a Urbino L'incendio divampato questo pomeriggio su un costone della collina su cui sorge Urbino, a poche centinaia di metri dalle mura di cinta della città patrimonio dell'Unesco, è stato domato, anche se il forte vento che spira sulla zona riattizza i focolai. Ma la situazione appare sotto controllo. I vigili del fuoco stanno procedendo con la bonifica del sottobosco andato in cenere, e gli abitanti di Via della Stazione, nella località omonima da cui le fiamme avevano cominciato a propagarsi, stanno tornando man mano nelle loro abitazioni, che erano state evacuate a scopo precauzionale. C'é ancora un odore acre di fumo che grava sulla zona, e la paura fra la gente è ancora viva. Pini, cipressi anneriti a pochissimi metri dagli usci di casa rendono palpabile il rischio corso. Sul posto, a fianco dei cittadini per dare conforto e incoraggiamento, anche il sindaco Franco Corbucci: "E' stato corso un grosso rischio. La gente - racconta - si era allontanata impaurita perché le fiamme venivano alimentate dal vento. Io non credo all'autocombustione, ma alla negligenza di qualcuno che magari inavvertitamente ha gettato via un mozzicone. Speriamo che non accada mai piu".