Emergenza infortuni per la Lazio anti-Werder

Dopo lo stop di Mauri, nuova operazione per Siviglia. Il tecnico Rossi: «Più che gli avversari, temo la mia squadra»

da Roma

Un’emergenza diventata normalità. L’infermeria della Lazio non si svuota nemmeno per l’impegno europeo di Brema, dal quale passano molte chance per proseguire il cammino in Champions (l’approdo agli ottavi varrà un premio di 500mila euro). Dopo lo stop di Mauri a Livorno, l’ultimo contrattempo riguarda Siviglia, il più sfortunato in quest’inizio di stagione: il difensore è stato operato per la seconda volta in tre mesi al menisco interno della gamba destra. «Sinceramente è la prima volta che mi capita una cosa simile», l’impietosa analisi del professor Mariani, che ha effettuato l’intervento. Quasi una bordata allo staff sanitario laziale sul quale però Delio Rossi, pur sorpreso dall’ennesimo contrattempo, non getta la croce delle responsabilità. «Chi non opera non sbaglia, anche a me capita di sbagliare formazione. Quando giochi ogni tre giorni è normale che capitino queste cose, basta vedere cosa è successo al Milan con Ronaldo».
Meglio prenderla con filosofia. «Per noi ogni partita è un’impresa, siamo in emergenza continua - dice il tecnico, che stasera festeggerà la centesima panchina con la Lazio -. Davanti a queste situazioni ci sono due alternative: ti piangi addosso sperando che passi, oppure reagisci. Ecco, quest’ultima è la strada da seguire. Tireremo fuori il coniglio dal cilindro...».
La partita con il Real insegna, anche se con soli 19 giocatori a disposizione e con Behrami, Pandev e Mutarelli in condizioni non perfette (ieri non si sono allenati) la nuova impresa è più difficile. E il Werder, imbattuto contro le italiane ma ancora al palo, ha fame di punti. «È un’ottima squadra, due anni fa ha vinto il campionato e più o meno ha gli stessi giocatori. Giocheremo alla nostra maniera, la Lazio non è una squadra che mi può garantire lo 0-0. Se ho paura del Werder? Da sempre ho più paura della mia squadra che delle altre...».