Emergenza, un master in Cattolica

Andrea Fontana

Usciranno dalla Cattolica le nuove menti anticrimine. Studieranno materie come videosorveglianza, furti d’auto e contraffazione dei motori, gestione del rischio e immigrazione clandestina. Avranno insegnanti provenienti da ogni parte del mondo: Scuola di Polizia della Catalogna, Accademia di Oslo, Istituto di scienze criminali di Londra, per fare qualche esempio. Né Robocop né 007, gli studenti del master in sicurezza urbana, organizzato dall’ateneo di largo Gemelli, saranno soprattutto professionisti del controllo del territorio e della prevenzione di illegalità e disagio, ma anche esperti nel risolvere le emergenze.
Un anno di lezioni e stage, da ottobre a luglio, per un totale di 1.500 ore: sarà questa la palestra per 30 laureati che diventeranno operatori della sicurezza, lavorando con assessorati e forze dell’ordine. Dodici le borse di studio, che copriranno l’intera quota di 6mila euro, destinate agli uomini della Polizia e degli enti locali lombardi, grazie alla collaborazione dell’Iref.
«C’è una domanda crescente di professionalità soprattutto da parte delle amministrazioni pubbliche che stanno predisponendo piani per la sicurezza» spiega Ernesto Savona, direttore del Master, a sottolineare, se ce ne fosse il bisogno, l’assoluta attualità dell’argomento. Disordine urbano, lavoro nero, prostituzione: sono alcuni degli ambiti da studiare prima, e in cui operare poi, per gli allievi del corso. Il tutto sotto la regia del Transcrime, il centro di ricerca sulla criminalità della Cattolica e dell’Università di Trento. E per chi non si vuole fermare nella lotta al crimine, largo Gemelli ha già attivo un programma internazionale in criminologia con biennio specialistico e dottorato.