Emergenza rifiuti, un anno da buttare

Francesco Bisozzi

Il metodo usato nell’affrontare l’emergenza rifiuti dalla Regione preoccupa Alleanza Nazionale. L’indice è puntato sulla giunta Marrazzo che, a distanza di un anno dal suo insediamento, non ha ancora stabilito con esattezza quale percorso intraprendere per affrontare il problema. D’intralcio, le divisioni all’interno della maggioranza affiorate durante il consiglio regionale straordinario di giovedì. «Per ora sono stati chiariti solamente alcuni aspetti preliminari - ha precisato il consigliere regionale di An Fabrizio Cirilli nel corso di una conferenza stampa - le linee guida della politica sui rifiuti verranno presentate il 27 luglio». Ovvero, slitta tutto a settembre. Nel frattempo l’emergenza tenderà ad aumentare e il rischio che si arrivi a delle scelte obbligate diventerà sempre più concreto. «Posticipando il momento delle decisioni - insiste Cirilli - la giunta di centrosinistra danneggia l’ambiente e il benessere della collettività, dimostrando di essere politicamente irresponsabile. Inoltre, il ritardo fin qui accumulato collima con i grandi interessi che ruotano intorno al mercato dei rifiuti. Questo settore è popolato da società che hanno formato una sorta di cartello, intrecciandosi come scatole cinesi».
Un chiaro riferimento alle conclusioni espresse nel 2000 dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse. Sulla stessa frequenza d’onda Antonio Cicchetti, capogruppo di An alla Pisana: «Intorno ai rifiuti si sta creando uno dei business più polposi degli ultimi anni».
In questi mesi è mancato soprattutto il confronto sulle nuove tecnologie, un aspetto di fondamentale importanza nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti. Contraria alle discariche, Alleanza Nazionale è pronta a vagliare qualsiasi soluzione. «Esistono delle nazioni all’avanguardia nello smaltimento dei rifiuti - spiega Cicchetti -. Dovremmo prendere esempio da loro e porci il problema in maniera laica, senza tentennamenti di natura ideologica, in modo da trovare al più presto un metodo scientifico affidabile».
Al centro del dibattito c’è anche la discarica di Malagrotta, dov’è in corso la realizzazione un gassificatore voluto dalla precedente giunta. Al consiglio straordinario Marrazzo è stato esplicito: «È mia intenzione chiuderla». Dall’opposizione però gli fanno notare che in campagna elettorale aveva promesso la stessa identica cosa. Eppure il provvedimento non è mai stato revocato. Sulla vicenda è intervenuto ieri Marco Marsilio, capogruppo di An in Campidoglio: «Vogliamo esprimere la nostra solidarietà alle associazioni ambientaliste, comprese quelle che notoriamente non sono vicine al centrodestra. Ieri queste hanno avuto conferma di quanto noi già sapevamo, ovvero che la sinistra non è capace di mantenere gli impegni presi. Le opere in via di realizzazione andrebbero bloccate per trovare soluzioni ecocompatibili in grado di porre fine all’emergenza rifiuti». Il vicepresidente del consiglio regionale Bruno Prestagiovanni dal canto suo si dice «perplesso sul luogo che è già fortemente compromesso». Presto dovrebbero essere resi noti i risultati dell’indagine epidemiologica commissionata lo scorso 20 marzo dall’ex assessore all’Ambiente Angelo Bonelli.
E ieri alcuni membri della rete regionale dei rifiuti nella sala Protomoteca in Campidoglio hanno protestato srotolando uno striscione: «Un atto di prevaricazione di ben individuati partiti della maggioranza impedisce consiglio straordinario della Regione Lazio per chiedere la sospensione dei lavori del gassificatore. Vergogna. Tutti a casa»