Emergenza rifiuti: continuano a bruciare i cassonetti lungo le strade

All'ombra del Vesuvio sono ancora circa 2.700 le tonnellate di rifiuti per le strade. Intanto esplode la polemica politica. Bondi: "Serve un comitato di salute pubblica". Rutelli: "Credo che il premier abbia già preso i provvedimenti indispensabili"

Napoli - All'ombra del Vesuvio sono ancora circa 2.700 le tonnellate di rifiuti per le strade, lo stesso quantitativo di ieri, mentre le 1.400 raccolte questa notte dall’Asia, l’azienda speciale di igiene urbana, a metà di questa mattina non erano ancora state conferite agli impianti di combustibile da rifiuti di Giugliano e Caivano, se non per una piccola frazione di 300 tonnellate circa.

Bondi: "Serve comitato di salute pubblica" L’emergenza rifiuti in Campania oltre che nelle inevitabili proteste dei cittadini si traduce anche in polemica politica. L’affondo parte da Forza Italia, che prima di avviare una petizione popolare per chiedere le dimissioni del presidente della Regione Antonio Bassolino, chiede attraverso il coordinatore nazionale Sandro Bondi un comitato di salute pubblica. Il disastro è tale, ragiona Bondi che «nessuno ce la può fare da solo. Bisogna mettere in piedi le migliori energie della classe politica ed economica e della società civile». An, dal canto suo, occupa l’aula del Parlamentino regionale con i suoi consiglieri, chiedendo che il governatore Antonio Bassolino riferisca sulle decisioni adottate dal governo, del commissario straordinario Guido Bertolaso e dalla Regione. I rifiuti campani sono anche uno dei temi al centro della riunione a Roma del comitato promotore del Partito Democratico. «Credo che il presidente Prodi abbia già preso i provvedimenti indispensabili», dice il leader della Margherita e vicepremier Francesco Rutelli.

Cicchitto: "Il premier riferisca in parlamento" Di altro avviso il vicecoordinatore azzurro Fabrizio Cicchitto, che chiede che Romano Prodi riferisca in parlamento sull’emergenza, anche se sottolinea come il premier tema l’Aula e per questo ricorra a «marchingegni procedurali» quali il decreto varato di recente sui rifiuti pur di non farlo lavorare. Intanto a Napoli giacciono 2.700 tonnellate di rifiuti nelle strade o nei cassonetti; in provincia le scuole non aprono per l’emergenza sanitaria causata dal caldo e dall’ammassarsi di immondizia sui marciapiedi; e in tutta la regione gli impianti di combustibile da rifiuti funzionano a scartamento ridotto.

Roghi dei cassonetti La protesta dei cittadini ha una forma di espressione privilegiata che è quella dei roghi di cassonetti stracolmi e dei cumuli di spazzatura, con le conseguenti esalazioni di diossina e i danni immediati alle vetture parcheggiate nei pressi dei falò appiccati da ignoti o, come nel caso odierno di San Giorgio a Cremano, disservizi quali la mancanza di linea telefonica. Bertolaso, intanto, ha iniziato la sua corsa contro il tempo per individuare discariche tra quelle chiuse, ancora con capienza e sequestrate dalla magistratura, nelle quali sversare quanto da sabato prossimo non si può più ospitare nel sito di Riconte, a Villaricca, nel napoletano, l’unica discarica attiva nella regione.