Emergenza rifiuti nel Lazio: Malagrotta ormai scoppia

Interrogazione all’Europarlamento dei deputati azzurri Tajani, Antoniozzi e Zappalà. E la raccolta differenziata non riesce a decollare

La capitale e il Lazio rischiano di fare la fine della Campania... L’allarme su una possibile emergenza rifiuti è stato lanciato ieri dagli eurodeputati di Forza Italia Antonio Tajani, Alfredo Antoniozzi e Stefano Zappalà che hanno depositato un’interrogazione alla Commissione Ue. «La quantità di rifiuti presente a Roma e nel Lazio è superiore a quella di Napoli e della Campania - rilevano i deputati - e il piano rifiuti della giunta regionale non è mai partito. Inoltre dei quattro impianti previsti per le otto linee di termovalorizzazione, solo due sono aperti per due sole linee attive». «Come se non bastasse - si legge nell’interrogazione - la discarica di Malagrotta, la più grande d’Europa e già oggetto di una procedura d’infrazione, è stracolma, avrebbe dovuto chiudere un anno fa ed è stata prorogata al 31 dicembre 2008». «Visti i ritardi con i quali il governo italiano ha gestito l’emergenza rifiuti in Campania - chiude il documento - chiediamo alla Commissione quali iniziative intenda avviare affinché nel Lazio non si verifichi una situazione analoga a quella della Campania e quali iniziative intenda assumere qualora «risultassero palesi violazioni delle norme comunitarie».
Apprezzamento per l’iniziativa degli esponenti azzurri viene espresso dal capogruppo dei Socialisti riformisti alla Regione Lazio, Donato Robilotta. «Bene hanno fatto gli europarlamentari Tajani, Antoniozzi e Zappalà, a porre alla commissione europea il problema del rischio dell’emergenza rifiuti anche nel Lazio - dichiara -. L’Europa è più volte intervenuta con infrazioni contro l’Italia perché noi continuiamo a non chiudere le discariche. La chiusura della discarica di Malagrotta viene rinviata di anno in anno perché non sono ancora stati costruiti gli impianti di termovalorizzazione e la raccolta differenziata è al palo». «Nonostante la mia interrogazione sul quarto impianto non sia stata messa all’odg del consiglio regionale - conclude - voglio lanciare un appello a Marrazzo affinché venga mercoledì (oggi) in aula a riferire sulla situazione laziale dei rifiuti, perché è evidente che anche il Lazio è in piena emergenza rifiuti. Prendo atto che solo fino a qualche mese fa ero tra i pochi a sostenere la necessità della costruzione del quarto impianto di termovalorizzazione, fu anche respinto un mio odg in Consiglio regionale che andava in questa direzione».
Sempre a proposito di rifiuti il sindaco di Colleferro Mario Cacciotti ha dichiarato ieri di non aver avuto alcuna richiesta ufficiale dal presidente della regione Marrazzo di occuparsi di parte dei rifiuti campani». «Abbiamo due termovalorizzatori - ha spiegato il primo cittadino di Colleferro - che bruciano crd di alta qualità proveniente da Toscana, Umbria e Veneto. Se dovesse arrivare una richiesta ufficiale per l’emergenza rifiuti la valuterò tenendo presente gli interessi generali, ma soprattutto quelli dei cittadini di Colleferro. Per il momento - ha aggiunto Cacciotti - ho dato disposizioni alla polizia municipale di vigilare nei pressi dei due termovalorizzatori e della discarica. Non credo tenteranno di fare i furbi, ma a volte malignando si indovina. Giovedì (domani) alle 18 si terrà il consiglio comunale per informare i componenti e la cittadinanza che per il momento la questione non ci riguarda, anche se teniamo alta la guardia e controlleremo continuamente le aree interessate».
Intanto il consigliere regionale dell’Udc Fabio Desideri rende noto che «entro il 31 dicembre 2007 nel Lazio la raccolta differenziata doveva raggiungere “almeno il 40%”. A stabilirlo è la normativa nazionale sulla quale si fonda il Piano dei rifiuti elaborato da Marrazzo e reso noto al Consiglio solo a cose fatte. Bene, Capodanno è passato, siamo al 15 gennaio 2008 e il primo obiettivo necessario a evitare alla nostra Regione il triste destino della Campania non è stato centrato».