È emergenza rifiuti o allarme burocrazia?

Un plauso al blocco del traffico per sette giorni nelle vie Montenapoleone, Borgospesso, Sant'Andrea, Santo Spirito, Gesù, Rossari, Verri, San Pietro all'Orto, Bagutta, Baguttino. Che bello se fosse per sempre. Prima o poi, però, bisognerà farlo. Verrà, altro se verrà, un giorno in cui bisognerà chiudere il centro, perché altrimenti il blocco avverrà per autogenesi a causa di una macchina in più.
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Mica sempre Sgarbi è stravagante. Vorrebbe - ha detto - fare un museo con i quadri in possesso della Cariplo. E se vi si aggiungessero i capolavori che sono sparsi nei tanti uffici pubblici? Ne verrebbe chissà, magari un piccolo Louvre milanese. È una buona idea, Vittorio, datti da fare.
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Dice il direttore dell'Amsa: «Fra quattro anni Milano sarà invasa dai rifiuti». Il rimedio? Un nuovo inceneritore, non c'è dubbio. Ma c'è chi vi si oppone: l'amministrazione provinciale, per esempio. E la Regione che dice? Quanti passaggi politici e burocratici, santo cielo. Ecco dove occorrono le liberalizzazioni, on. Bersani.
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Qualche volta un po' di ragionevolezza c'è anche all'estrema sinistra. Sentite questa. È in una intervista del segretario milanese di Rifondazione: «La sinistra ha rinunciato a incidere, si contenta di gestire le proprie rendite di posizione... Ci ritroviamo a non aver più relazioni con la città vera... i soliti notabili, certe baronie...». È un po' vero.
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Un buon esempio di politica culturale. L'Università Cattolica ha messo in palio borse di studio per studenti stranieri e italiani residenti all'estero che vengano a frequentare un master post-laurea a Milano. Un modo intelligente per contrastare la fuga di cervelli.
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Ricevo: «Lei che è stato amico di Leonardo Sciascia segnali ai suoi lettori che al teatro Carcano è in scena "I giorni della civetta" per la regia del nipote dell'autore, Fabrizio Catalano. I. B.». Quanto tempo è passato: Leonardo scrisse il romanzo nel 1961. Morì nel 1989, non ancora settantenne. Veniva spesso a Milano, scendeva in un piccolo ed elegante albergo di via Santo Spirito, dove l'andavo a trovare. Qualche volta veniva a salutarci al Giornale.