Emergenza rom, a Milano sono raddoppiati

Natale tranquillo per i circa 70 rom sgomberati la scorsa settimana da via Ripamonti: hanno festeggiato con i volontari alla Casa della Carità. Ma è stato un 25 dicembre di «tregua» anche ad Opera, dove per impedire l’arrivo dei nomadi alcuni cittadini avevano incendiato le tende allestite da Comune e Provincia. Il clima però è ancora caldo e la situazione rischia di tornare esplosiva già da oggi. In mattinata è previsto un nuovo presidio degli abitanti, nei bar prosegue la raccolta firme per chiedere le dimissioni della giunta di Opera e il sindaco Alessandro Ramazzotti, per attutire le tensioni, oggi incontrerà le delegazioni di cittadini e associazioni. Domani le tende dovrebbero essere riposizionate e le forze dell’ordine considerano le operazioni «a rischio», tanto che il piano della questura prevede che i lavori avvengano sotto la scorta di decine di poliziotti e carabinieri.
Preoccupa, specie alla luce del rogo di Opera, la crescita delle presenze dall’est in città. I romeni iscritti all’anagrafe sono più che raddoppiati in 5 anni, da 2.160 a 5.902. Ma accanto ai regolari c’è «l’arrivo continuo di clandestini», afferma il vicesindaco Riccardo De Corato. Non nasconde che la situazione rischia di diventare ingovernabile: «Dal primo gennaio per effetto dell’ingresso della Romania nell’Ue, potrebbero arrivare 40mila persone».