Emergenza siccità: il governo deciderà il 4 maggio

Roma - Il consiglio dei ministri ha fatto una prima riflessione sull'emergenza siccità. L'argomento verrà affrontato nel prossimo vertice del governo, il 4 maggio. Lo hanno annunciato oggi il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta al termine del cdm. "Oggi abbiamo fatto una prima riflessione. Vogliamo che la task force dei ministeri interessati realizzi una prima valutazione, si continua a discutere in sede tecnica". Letta ha detto che al prossimo cdm saranno discusse "misure concrete" per affrontare il problema.

Misure tampone Nella serata di ieri il ministero dello Sviluppo economico ha diffuso le linee guida del piano anti-emergenza predisposto insieme al ministero dell'Ambiente, al dipartimento della Protezione civile e all'autorità per l'energia elettrica. Questo prevede tre interventi principali: il distacco delle utenze industriali cosiddette "interrompibili" per un totale di 1.000 megawatt di potenza, la prenotazione di 2mila megawatt di capacità da fornitori esteri e l'adozione di soluzioni temporanee idonee a permettere il funzionamento delle centrali elettriche che utilizzano le acque del Po anche in presenza di bassi livelli. Circa il 15% della produzione nazionale di energia dipende da centrali idroelettriche.

L'emergenza Il pericolo di un'eventuale emergenza siccità si è intensificato dopo che ieri, nella cittadina di Pontelagoscuro, vicino a Ferrara, le acque del Po hanno registrato un calo di 6,53 metri rispetto al normale livello stagionale. Anche sul lago di Garda, il maggiore bacino idrico del Nord Italia, in un punto ieri il livello era sotto di 50 centimetri rispetto alla media degli ultimi 50 anni. Altri laghi settentrionali, invece, al momento non mostrano ancora variazioni significative.

Bertolaso: "Situazione sotto controllo" Per il responsabile della Protezione civile l'assottigliarsi delle riserve idriche non rappresenta ancora una emergenza, ma sarebbe opportuno un qualche intervento concreto da parte del governo, oltre agli allarmi a parole. "La situazione è sotto controllo. Già da alcuni mesi stiamo seguendo l'evolversi climatico e abbiamo lavorato con la nostra cabina di regia, con i tecnici", ha detto Bertolaso. "La situazione è sì difficile, ma non siamo certo ancora all'emergenza. Nelle prossime settimane le precipitazioni dovrebbero essere inferiori alla media e questo potrebbe, in effetti, aggravare le cose, ma non siamo ancora in pericolo". Alla considerazione che la società della trasmissione dell'energia elettrica abbia paventato il rischio di black-out già a giugno, Bertolaso ha risposto che "Terna deve mettersi d'accordo, visto che un paio di settimane or sono, il suo presidente aveva dichiarato: nessun rischio black-out per la prossima estate. Mi sembra più che altro un mettere le mani in avanti".

Le 12 città che sprecano piu' acqua Cosenza, Latina, Campobasso, Pescara, Vibo, Rieti, Bari, Siracusa, Nuoro, Agrigento, Sassari e Belluno. In queste citta' piu' del 50% dell'acqua immessa nella rete cittadina sparisce. La denuncia arriva da Legambiente, che mette sul banco degli imputati dell'emergenza siccità i consumi agricoli e industriali, ma ritiene indispensabile anche affrontare il problema delle perdite di rete. Il 44% ddelle città perde più del 30% dell'acqua che immette in rete. Una situazione che diventa drammatica al Sud: a Cosenza l'acqua dispersa è il 70%, a Campobasso il 65%. Il consumo giornaliero di acqua potabile in Italia è di circa 200 litri a testa (dai 106 di Ascoli Piceno ai 360 di Milano). Molto di più di quella che serve davvero. "Sprecare questo bene prezioso è più facile di quel che si creda - dice Legambiente -. Un rubinetto che perde una goccia ogni 5 secondi, a fine anno ha buttato 2mila litri. Se poi a perdere è il rubinetto dell'acqua calda, è come se avessimo sprecato anche una decina di metri cubi di metano".