Emergenza super Ecopass. "Più treni ma non basterà"

TRASPORTO PUBBLICO Servizio a rischio. Il nuovo ticket porterà 30mila passeggeri al giorno in più La Regione: senza ulteriori risorse il sistema collasserà

I treni aumentano. Dalla prossima settimana ci saranno 137 corse aggiuntive, 167 fermate nuove. Verranno potenziate le linee critiche. Ma, ahimè, tutto ciò non basterà a far fronte ai 30mila passeggeri in più che dal 16 gennaio sono previsti sulle ferrovie lombarde nelle ore di punta. Da quando scatterà il super Ecopass a 5 euro, diventerà un problema raggiungere Milano e nemmeno i potenziamenti messi in campo ora non saranno sufficienti a rispondere al flusso di pendolari.
«Se si considera che un treno porta fino a mille passeggeri - fa i conto l’assessore lombardo ai Trasporti Raffaele Cattaneo - vuol dire prevedere almeno trenta treni in più. È un incremento di servizi che oggi non abbiamo previsto e che difficilmente potrà scaricarsi senza difficoltà anche pesanti. Il Comune di Milano deve responsabilmente affrontarne le conseguenze». Da qui la richiesta di un momento di confronto con l’assessore comunale alla Mobilità Pierfrancesco Maran: «Il boccino è in mano al Comune - aggiunge Cattaneo - Non siamo stati noi a volere il provvedimento. Anzi, non ho mai fatto segreto che non lo condivido. Ora ci limitiamo a dare la disponibilità a Maran per un incontro e segnaliamo seri timori sulla tenuta del sistema ferroviario da quando sarà introdotta l’area C».
A unirsi alle critiche a Ecopass è anche l’amministratore delegato di Trenord, Giuseppe Biesuz: «Ora nelle ore di punta il carico dei treni è del 110% - fa notare - Figuriamoci con 30mila passeggeri in più. Occorre costruire un sistema della mobilità e Trenord è il veicolo più importanteper portare le persone a Milano».
Insomma, già fin d’ora, il super Ecopass si profila come un disastro annunciato. E pensare che il potenziamento dei mezzi è stato uno sforzo non indifferente: prima a causa dei tagli della manovra e ora per la scure Monti. Cattaneo traccia un primo bilancio su cosa potrebbe succedere al sistema di trasporto pubblico locale (Tpl) dopo l’incontro fra Governo e Regioni. «Fino al 2010 - spiega - il trasporto pubblico locale era finanziato con 2 miliardi e 55 milioni di euro. Di questi, 1.625 milioni andavano alle Regioni e i 430 rimanenti direttamente a Trenitalia. Con i tagli dell’anno scorso poi erano rimasti 430 milioni per Trenitalia e 1.197 per le Regioni che, dunque, si sono viste sottrarre finanziamenti per altri 428 milioni. Per il 2012 si dovrebbe passare ad appena 400 milioni erogati a livello nazionale».
Da parte del Governo c’è l’impegno ad incrementare di 500 milioni il fondo, ma mancherebbero ancora 1,1 miliardi. Per compensare questa parte mancante, le Regioni hanno proposto al Governo un intervento sull’accisa su tutti i carburanti per 3,8 centesimi di euro, che permetterebbe di recuperare l’intera quantità di risorse e quindi garantire il servizio pubblico con le condizioni del 2010».
«Potrebbe però anche essere - ha concluso Cattaneo - che il Governo decida un aumento inferiore dell’accisa, forse 1 centesimo di euro. In questo caso i conti non tornerebbero». E sarebbero guai e altri tagli per i treni.