Emergono i primi dubbi sui sondaggi

Un gruppo di analisti del Partito democratico ha rilevato che le valutazioni
del vantaggio del senatore democratico - intorno ai dieci punti - potrebbero essere più ottimistiche della realtà, così come avvenne, durante le primarie, rispetto a Hillary Clinton. Intanto McCain non demorde

Washington - Barack Obama continua a essere favorito in tutti i sondaggi. Emergono i primi cenni di sconforto nello staff di John McCain, segnali che attribuiscono ai sondaggi un valore che, sino ad ora, era sempre stato sminuito. Il candidato repubblicano però non demorde, del resto non è nel suo stile di "vecchio combattente". E a undici giorni dalle elezioni viene descritto da un organizzatore della campagna elettorale, Kimmie Lipscomb, come "in grande forma". "A vedere McCain sul palco - ha raccontato Lipscomb - si capisce che è pronto a lottare. C’è grande eccitazione e la porteremo fino alla fine".

Obama, primi dubbi sui sondaggi Non è tutto oro ciò che luccica. Questo vecchio adagio sembra turbare i sonni di Obama. Un gruppo di analisti, infatti, ha rilevato che le valutazioni del vantaggio del senatore democratico potrebbero essere più ottimistiche della realtà.

Il precedente su Hillary In un articolo pubblicato a marzo del National Journal, Mark Blumenthal della società di sondaggi "Pollster.com", aveva messo l’accento sulla sopravvalutazione di Obama nei confronti della rivale nelle primarie del Partito democratico, Hillary Clinton. Il vantaggio su Hillary, in effetti, nonostante si sia riscontrato anche nei voti reali, fu poi di gran lunga inferiore alle aspettative dei sondaggisti, che sovrastimarono il senatore dell’Illinois di 7 punti.

E se accadesse di nuovo? Se lo stesso errore avvenisse oggi, la situazione potrebbe essere del tutto ribaltata e McCain, dato perdente, potrebbe diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti: in barba ai sondaggi. Intanto Obama, sicuro del vantaggio che lo dà nelle diverse rilevazioni tra il 4 e il 14 per cento sopra il rivale repubblicano e sostenuto dalla grande stampa statunitense, si è preso una pausa nella campagna elettorale ed è arrivato alle Hawaii in visita alla nonna 85enne gravemente malata.