Emilia Romagna, autunno in tavola: "frutti dimenticati", lambrusco reggiano e tartufi

Il cartellone enogastronomico di Winefoodfestival imbandisce la tavola: sabato e domenica &quot;Festa dei frutti dimenticati&quot; di Casola Valsenio, Sagra del tartufo di Dovadola, Fiera nazionale del tartufo nero di Fragno a Calestano e &quot;Raccontavino&quot; a Correggio. Tutti gli eventi e i pacchetti soggiorno sul sito <a href="http://www.winefoodfestivalemiliaromagna.com/" target="_blank"><strong>www.winefoodfestival.it
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Ha il sapore dei frutti del passato - sorbe, pere volpine, azzeruole, corbezzoli, mele cotogne-, del Lambrusco fatto dal contadino e quello del tartufo nero questo fine settimana ottobrino del Wine Food Festival, il cartellone enogastronomico dell'Emilia Romagna. Quattro gli appuntamenti da segnare in agenda per il weekend del 15-16 ottobre. Tutti gli eventi e le informazioni sul sito ufficiale www.winefoodfestival.it.

Casola Valsenio, "archeologia frutticola" Sorbe, giuggiole, corniole, mele da rosa, pere volpine, azzeruole, corbezzoli, melagrane: di alcuni di questi frutti si conosce a malapena il nome. Sono la testimonianza di un passato in cui i prodotti delle piante da frutto domestiche o spontanee, che un tempo crescevano vicino alle case coloniche, nei campi o nei boschi, erano la base del sostentamento dei contadini e li aiutavano a combattere meglio il freddo dell’inverno, grazie al loro potere calorico. A questo patrimonio di sapori e storia Casola Valsenio dedica, per il ventunesimo anno, la Festa dei Frutti dimenticati. Due giorni con una lunga passerella di prodotti e di loro derivati (marmellate, dolci, succhi), allestita nel centro del paese, e i produttori stessi a raccontare la storia dei frutti, le loro caratteristiche e come utilizzarli. Oltre a poter assaporare i piatti dello stand gastronomico, gli appassionati potranno gustare ricette uniche ed originali a base di frutti dimenticati proposte nei ristoranti.

Dovadola e Calestano, sfila sua maestà il tartufo Tagliatelle, polenta, crostini, panzerotti, uova, tutti accomunati da un sapore e profumo particolare ed inconfondibile, quello del tartufo che nasce spontaneo nelle verdi colline attorno a Dovadola, nel forlivese. Sono i piatti che si possono gustare in occasione della sagra che la cittadina dedica al prezioso tubero per due domeniche consecutive (16 e 23 ottobre), fra stand gastronomici, mercato ambulante di prodotti del territorio (miele, castagne, frutti del sottobosco, olio, formaggi) e ballo liscio, con le esibizioni delle più tipiche orchestre folk, per una full immersion nella vera atmosfera di Romagna. Tartufo celebrato anche a Calestano, nel parmense, con la XXI Fiera Nazionale del Tartufo nero di Fragno. Per cinque domeniche il suggestivo borgo antico ospiterà il mercato tradizionale del tartufo e dei prodotti tipici dell'Appennino Parmense, stand di degustazioni e vendita di prodotti enogastronomici (focaccine al tartufo, caldarroste, frittelle, "pattonini", ovvero piccoli castagnacci, e vin brulé), nonché un "Borsino del Tartufo", che fissa settimanalmente i prezzi minimi e massimi di vendita del tartufo che i raccoglitori della zona espongono, oltre a proporre visite in tartufaia, convegni a tema alimentare e tanta animazione. In tutti i ristoranti, trattorie e agriturismi menu a tema a base di tartufo. Per chi volesse poi smaltire una bella mangiata, appuntamento domenica 16 con la "Tartufo Trail Running", corsa a piedi su un terreno misto di piste e sentieri, su una distanza di 50 o 26 km. Sempre domenica 16 , alle 15, presso la Sala AVIS di Calestano, convegno: "Alla scoperta dei gioielli dell'Appennino Parmense (Tartufo, Parmigiano di Montagna, Prosciutto)".

Correggio, quant'è buono il vino del contadino Decine e decine di produttori contadini che realizzano un Lambrusco reggiano di grande qualità "in casa", lontano dalle logiche e dalle produzioni industriali, commercializzadolo in piccole quantità. A questa ricchezza non solo produttiva, ma anche culturale, Correggio dedica il weekend di "Raccontavino", evento che costituisce il richiamo più originale della tradizionale Fiera di San Luca. Momento clou della manifestazione è la gara per individuare il miglior Lambrusco, con la possibilità, da parte del pubblico, di degustare in piazza gli stessi vini contadini sottoposti al concorso, ritrovando una dimensione del lambrusco che nessuna enoteca riesce a soddisfare. Ad arricchire la manifestazione, la presenza di una serie di produzioni tipiche che vanno dalla "saba" al "savòr" ai salumi (per i quali vale a Correggio la stessa duplice tipologia valida per il vino: da una parte illustri marchi di valenza mondiale, dall'altra una ricca produzione contadina). Durante la festa, tra le altre iniziative, viene lavorato in piazza, a scopo didattico e ricreativo, un maiale intero con tutte le fasi di lavorazione previste dall'arte norcina.