Emilia, alla sinistra due torri non bastano

Secondo la giunta «l’aumento sarà “solo” di 22 milioni»

Claudia B. Solimei

Dieci anni di ritardo nei lavori e una spesa che, alla fine, sarà più che raddoppiata. Nella gestione del denaro pubblico della Regione Emilia Romagna, roccaforte del centrosinistra guidata dal governatore Vasco Errani e additata a livello nazionale come esempio di controllo degli sprechi ed efficienza amministrativa, il gruppo di Alleanza nazionale punta il dito contro il caso della costruzione di una terza torre sede della Regione, che sorge in un complesso nel Fiera District di Bologna, opera dell’architetto giapponese Kenzo Tange.
Appaltata nel 2000 a due ditte di Calenzano (Fi) e Grandate (Co), la costruzione della terza torre doveva terminare nel 2004, ma oggi «siamo fermi al 30%» denuncia Marcello Bignami, consigliere regionale di An, che aggiunge: «Per costi e tempi lievitati, dai dati forniti dalla stessa amministrazione si può quantificare che il nuovo appalto costerà oltre 146 miliardi di vecchie lire». Ovvero, 43 milioni di euro in più dei 33 previsti. Inoltre, secondo An, a questo punto il cantiere non arriverà alla fine dei lavori prima del 2010, a dieci anni dal primo appalto.
Il consigliere, con i colleghi Gioenzo Renzi e Luca Bartolini, ha spulciato una complicata documentazione per arrivare a queste accuse: dal 2000 è emerso un susseguirsi di intoppi e ritardi, con i costi dell’opera che, già nel novembre del 2002, erano cresciuti del 45%. A sostenerlo erano le aziende appaltatrici forti di una serie di riserve tecniche presentate alla Direzione lavori della Regione, che inizialmente respinse tali richieste, ma nel 2003, sperando di arrivare comunque alla realizzazione dell’opera, cambiò strada: «Così a tre anni dall’inizio dei lavori - spiega Bignami - l’amministrazione, che avrebbe potuto rescindere il contratto, non lo fa, ma stipula una Atto di transazione con il quale riconosce alla ditta un compenso forfettario di oltre 5 milioni di euro». Anche questi, poi, non si sa come saliti a 11 milioni. In cambio, le due ditte si impegnavano a terminare i lavori, cosa però che non succede, visto che nel novembre dell’anno scorso il cantiere viene bloccato e viene avviata un’azione legale contro la Regione con la richiesta di 17,6 milioni di euro di presunti danni. Tirando le somme, secondo An la Regione spenderà 64 milioni e 495mila euro per questa terza torre (contando anche la nuova aggiudicazione per quello che rimane da costruire), a cui si sommano quasi 11 milioni già pagati alle due aziende, per un totale di 75 milioni e 347mila euro. E dire che, all’inizio, l’opera doveva costare solo 33 milioni e 651mila euro ed essere terminata l’anno scorso.
«Contrariamente a quanto affermano i consiglieri di An - ha replicato il vicepresidente e assessore regionale alle Finanze Flavio Delbono - sono stati erogati per le opere realizzate 2,5 milioni di euro dei 5,7 previsti dalla transazione». Inoltre, secondo la Regione in totale la spesa sarà «solo» di 55 milioni di euro, che sono comunque 22 in più rispetto a quelli preventivati al principio, compreso quel 70% di torre ancora da portare a termine, per ammissione dello stesso Delbono, e per il quale la Regione ha avviato un arbitrato.
«È condannabile il silenzio dei primi tre anni - accusa Bignami, che difende i suoi calcoli - e vergognosa quella transazione». «È evidente che la Regione ha agito con superficialità» afferma Bartolini, che non esclude un ricorso alla Corte dei conti e aggiunge ironicamente: «L’amministrazione eccelle, sì, ma negli sprechi».