Emiliano: «Lascio se il Pd non affronta la questione morale»

Pronto a lasciare il partito se non si affronterà «con determinazione» la questione morale e non si torna alla «sobrietà istituzionale». A lanciare l’ultimatum dopo gli scandali degli appalti legati all’imprenditore Alfredo Romeo e l’ondata giudiziaria che sta travolgendo il Pd, è il sindaco di Bari e segretario regionale Michele Emiliano che sulla questione è disposto a mettere in gioco il suo ruolo nel partito e anche la sua ricandidatura. Per affrontare la questione morale nella politica e nei partiti «non servono grandi riforme», assicura, ma serve in chi ha responsabilità pubbliche «riprendere il costume personale di una condotta improntata a sobrietà istituzionale e di distanza dagli imprenditori. Se non vedo segnali di cambiamento dal mio partito, trarrò le necessarie conseguenze». E aggiunge, «ne riparleremo in sede nazionale, ma anche in Puglia e spero di trovare qui nel presidente Vendola un alleato per fare ancora una volta di questa terra una locomotiva del cambiamento. Sto seguendo queste vicende con grande attenzione e con animo turbato», dice riferendosi all’inchiesta su Romeo. Per Emiliano, «il conflitto di interessi va combattuto con norme adeguate impedendo non solo che chi ha interessi personali ricopra cariche pubbliche ai vertici dello Stato, ma anche a livello locale, in Regioni, Province e Comuni. Bisogna dire anche ai sindaci che frequentano i salotti pieni di imprenditori che bisogna tornare alla tradizione della sobrietà e del distacco che era caratteristica antica della pubblica amministrazione».