Emilio Isgrò, va in scena l’anticonformismo

Testi teorici, saggi, recensioni, interviste, autointerviste, articoli scritti da Emilio Isgrò, artista, scrittore, poeta e uomo di teatro, nonchè inventore della poesia visiva, quel genere letterario che nacque nel clima della nuova avanguardia degli anni Sessanta e anni Settanta del XX secolo. Quarant’anni di riflessioni, pubblicate, per la prima volta, in un libro provocatorio e ricco di sorprese La cancellatura e altre soluzioni a cura di Alberto Fiz (Skira paperbacks, 288 pgg., 25 euro) dove l’artista svela i meccanismi del sistema dell’arte e analizza riti e miti della società. Si scovano folgoranti ritratti di Peggy Guggenheim, Pier Paolo Pasolini, Andy Warhol e persino del presidente Kennedy. Ma anche digressioni su papi e re, su critici e artisti, su poeti e intellettuali, nell’ambito di un percorso dove prevale uno sguardo anticonformista reso attraverso una scrittura pungente e paradossale, ironica e rabbiosa. Come ha scritto Alberto Fiz, curatore del volume, che viene presentato oggi alle 18,30 alla libreria della Triennale, «più che una raccolta di saggi è un romanzo sull’avventurosa vita della cancellatura».
Emilio Isgrò (Barcellona di Sicilia, 1937) artista, scrittore, poeta e uomo di teatro, esordisce nell’ambito della poesia visiva. Nel 1964 realizza le sue prime cancellature che diventeranno il segno più emblematico della sua ricerca. Ha avuto ampi riconoscimenti in Italia e all’estero.
La cancellatura e altre soluzioni
Libreria della Triennale
Oggi, ore 18,30