Eminem: "Eccomi pronto a tornare. Attenti, sono più cattivo che mai"

Dopo quattro anni di silenzio, il rapper bianco sta completando "Relapse", il nuovo disco al quale ha collaborato Elton John

New York - Eminem, il re bianco dell’hip hop, il rapper più famoso al mondo, sta per tornare sulle scene con un nuovo album. S’intitola Relapse, dovrebbe uscire entro poche settimane e finora è protetto da un muro di silenzio. Mentre alcuni brani come Crack a bottle sono già approdati su Internet, si sa solo che Eminem sta producendo il cd con un suo collaboratore di vecchia data come Dr. Dre.
«Io e Dre stiamo trascorrendo le notti nel mio laboratorio, come ai vecchi tempi - ha dichiarato Eminem - e tra noi c’è l’energia che mi ha portato a scrivere i miei album precedenti. Siamo più cattivi che mai... altro non dico». Si dice invece che il rapper avrebbe trascorso una settimana in sala d’incisione con Elton John, che lo starebbe aiutando a secegliere i brani da includere nell’album: Eminem avrebbe infatti inciso più di 300 canzoni negli ultimi mesi. Elton John ed Eminem sono certamente una strana coppia: mentre il rapper si è sempre detto nemico dei gay, i due hanno comunque stretto una profonda amicizia dopo aver cantato in duetto ai Grammy del 2001.
Relapse è atteso da milioni di fan che temevano di aver perso il loro idolo quando, quattro anni fa, Eminem era scomparso e si diceva che stesse abusando di droga. Dopo il servizio fotografico pubblicato sul settimanale Hello!, che nel 2006 lo aveva immortalato nel giorno delle nozze, il re della musica hip hop, il poeta delle liriche più razziste, omofobiche e cattive del mondo, il ragazzino timido e introverso cresciuto negli anni in cui l’impero automobilistico di Detroit scivolava dalla prosperità nella disperazione e che aveva avuto il coraggio di descriverne il dramma con una energia oltraggiosa e un velenoso senso dell’umorismo, aveva deciso di scomparire.

Il mito di questa sua invisibilità aveva creato una miriade di supposizioni: i media avevano scommesso sul fatto che fosse ingrassato come Elvis Presley, o che stesse per diventare un recluso come Michael Jackson. C’era chi diceva che avesse ceduto allo stress che l’aveva portato, giovanissimo e bianco, sul trono dell’hip hop più nero. In solo sei anni (dal 1999 al 2005) Eminem aveva inciso cinque album vendendo 50 milioni di copie, facendosi arrestare per porto d’armi abusivo e scrivendo testi così offensivi che il presidente George Bush l’aveva paragonato pubblicamente al «peggiore rischio per la salute dei bambini americani dopo la poliomelite». Ma al tempo stesso i suoi testi avevano incantato il premio Nobel Seamus Heaney: quest’ultimo aveva preso seriamente i suoi brani e l’aveva definito un genio «che aveva trasformato in realtà l’idea che tutto è possibile, elettrizzando un’intera generazione grazie alla sua straordinaria energia verbale».

In quei giorni, all’apice del successo, Eminem era scomparso. Eppure molti sono pronti a scommettere che Marshall Bruce Mathers (in arte Eminem), abbandonato dal padre dopo la sua nascita, cresciuto nella povertà atroce di una Detroit che oggi, 36 anni dopo, torna a diventare un ghetto di disoccupazione e violenza, tornerà in cima alle hit parade. Il ragazzino che per anni aveva letto il dizionario per imparare a mescolare l’inglese da strada con quello di Oxford, che un giorno si era tinto i capelli di biondo e si era fatto chiamare Slim Shadt, trasformando per sempre il panorama della musica, ha lanciato la sua grande rentrée quasi in sordina, tre mesi fa, in un negozio di articoli sportivi di New York. Dove, circondato solo da amici rapper come 50 Cent e LL Cool J, ha presentato la sua autobiografia, intitolata The way I am e scritta con Sacha Jenkins. Il libro sta già scalando le classifiche del New York Times e si apre con la storia della tragica perdita del suo migliore amico, il rapper Proof, ucciso nel 2006 a colpi di pistola nelle strade di Detroit. «Eravamo amici d’infanzia, la sua morte mi ha gettato in una profonda depressione - scrive Eminem - ma finalmente sono pronto a tornare».