Emissioni, la rivolta dei produttori d’auto

nostro inviato a Francoforte

Voce grossa delle case automobilistiche sulla riduzione degli scarichi di anidride carbonica nell’atmosfera. Domani a Francoforte, alla vigilia dell’inaugurazione del più importante Salone dell’auto della seconda metà dell’anno, gli amministratori delegati dei gruppi del settore faranno il punto della situazione in una conferenza stampa a margine della rassegna. Loro portavoce sarà Sergio Marchionne, numero uno della Fiat e sino a fine anno presidente dell’Acea, l’Associazione che raggruppa i produttori di auto nel Vecchio continente.
Non è stato facile per le case presentarsi insieme allo stesso tavolo: ogni gruppo, infatti, sarà colpito più o meno pesantemente dalle norme che la Commissione Ue intende applicare, introdurre cioè fin dal 2008 una legislazione ad hoc per raggiungere un taglio delle emissioni di Co2 nell’ordine di una media di 130 grammi per chilometro entro il 2012 per i veicoli di nuova produzione. Il provvedimento consentirebbe di arrivare a un abbattimento complessivo di 120 grammi per chilometro, sempre entro lo stesso anno, grazie all’utilizzo dei biocarburanti e al miglioramento degli pneumatici. Le case hanno subito bollato l’iniziativa come ingiusta e irrealistica, chiedendo a Bruxelles di posticipare la scadenza al 2015. Perentorio, in particolare, è stato il commento di Christian Streiff, neopresidente del gruppo Psa Peugeot Citroën secondo il quale «la proposta dell’Ue è irrealizzabile per i tempi troppo stretti». Per Streiff è invece «molto più ragionevole l’iniziativa adattata dal governo giapponese che, oltre dare più tempo ai produttori per adeguare i nuovi veicoli alle norme anti Co2, ha posto limiti più alti: 138 grammi per chilometro». Sul tema, ieri, si è soffermato anche Carlos Ghosn, numero uno della Renault: «È una questione importante - ha detto durante una presentazione a Francoforte - e proprio per questo l’Acea ha deciso di avere una voce unica. A Bruxelles devono comunque sapere che per far fronte a tali richieste le case sono costrette a introdurre tecnologie sofisticate che il cliente non è disposto a pagare». Le conseguenze sul mercato, quindi, sarebbero non di poco conto.
Marchionne, domani, dovrebbe ribadire la necessità che i sacrifici per contrastare l’effetto serra e respirare un’aria più pulita, non sono da addossare solo al mondo dell’auto. Inoltre il presidente dell’Acea, nel rimarcare la posizione dei costruttori a favore di interventi più ragionevoli ed equi, non mancherà di ricordare alla Commissione il peso sull’economia e l’occupazione dell’industria delle quattro ruote. Di domenica scorsa l’ultimo avvertimento alle case: «Per chi non rispetterà le regole scatteranno le sanzioni», ha ammonito l’eurocommissario all’Ambiente, Stavros Dimas.