Emma Dante, drammaturga in carriera

La giovane autrice siciliana al centro di una rassegna che ripropone i suoi spettacoli più significativi

Laura Novelli

Fino a qualche anno fa lavorava in sordina, lontano dalle ribalte ufficiali e dai circuiti istituzionali. Poi Emma Dante - solidi studi alle spalle e tanta voglia di raccontare l’umanità della sua Sicilia/Mondo - è diventata un fenomeno, una «numero uno», una delle giovani autrici e registe più apprezzate e premiate delle nostre scene. Tanto che adesso il teatro Palladium le dedica una rassegna monografica il cui titolo, «Festival Teatro Costa Sud Occidentale», «contiene» il nome della compagnia da lei stessa diretta indicando un percorso di ricerca che trova nella fisicità degli attori e nel vigore espressivo di temi e situazioni forti le sue radici più autentiche. Radici ben rintracciabili in tutti e tre i titoli in programma, da questa sera fino al 21 maggio, nella sala di Garbatella. Si tratta dei lavori che meglio rappresentano, fino ad oggi, gli obiettivi e il metodo di costruzione degli spettacoli adottati dalla Dante: mPalermu (premio Ubu nel 2002), Carnezzeria (premio Ubu nel 2003) e Mishelle di Sant'Oliva. Scena scarna, parole essenziali e dure come pietre, inflessioni dialettali intrise di una sicilianità decisa, movimenti ripetuti e allegorici, spaccati familiari che rimandano a pulsioni e tensioni universali dove affiorano lembi di mitologia e di antropologia: sono questi alcuni dei fili comuni che legano insieme le tre proposte in scaletta, attraversate da una drammaticità che trasuda dai corpi e da un senso di lacerante disillusione. Il primo lavoro porta in scena i membri di una famiglia-tribù che provano ripetutamente di uscire, agire, decidere, scegliere, e che invece rimangono inchiodati al loro destino immobile, al loro dialogo conflittuale e asfittico (gli interpreti sono Monica Angrisani, Gaetano Bruno, Sabino Civilleri, Tania Garibba e Manuela Lo Sicco). Nel secondo titolo si celebra un sacrificio umano crudele e disumano che ha per vittima una giovane sposa-sorella in avanzato stato di gravidanza (ad animare questo rito ancestrale e mostruoso troviamo sempre Bruno, Civilleri, Lo Sicco, cui si aggiunge Enzo Di Michele). La terza pièce ci trasporta nell’immaginario di un padre e un figlio feriti nel profondo che si appigliano alla figura di una moglie-madre-prostituta che non c’è più ma che, proprio nel vuoto scavato dalla sua assenza, permette loro di «ricordare» e, dunque, di sopravvivere (la interpretano Giorgio Li Bassi e Francesco Guida).
Informazioni e biglietti allo 06-57067761.