Emma: "Sarò anche la favorita... prima cantavo per due soldi"

All’Ariston la cantante salentina ha portato un brano duro che sprona i giovani ma non li bacchetta: "Ho fin troppi amici senza lavoro, sino a due anni fa ero nella loro stessa situazione"

nostro inviato a Sanremo

Altro che stiamo tecnici. Emma Marrone è una che non si tira indietro e la tecnica la spiegazza come vuole al servizio della passione. Lo staff dell’Ariston rimane senza parole ogni volta che lei canta e poi torna nei camerini quasi stravolta da tutta l’energia che ha compresso in una sola canzone. «Sono fatta così, anche se volessi non riuscirei a essere diversa», sghignazza divertita.

Emma Marrone ha vinto la nona edizione di Amici ma qui a Sanremo se lo ricorda sempre meno gente: da «Emma quella di Amici è diventata a «Emma e basta». Una grande carriera in una piccola variazione. In fondo, una volta mica si diceva di quel tale che era un cantante di Canzonissima. O di Vota la voce. O di Castrocaro. Era semplicemente un cantante e meno male che piaceva a tanta gente. Vabbé, tanto Emma è una tosta, spesso ruvida. Certo, tanti qui la danno per favorita al Festival, ma mica per qualche oscura macchinazione: semplicemente perché tra i cantanti in gara è forse quella che ha venduto più dischi negli ultimi tempi. E poi anche perché, dai, dietro a quei polmoni c’è una voce che qualche volta va pure fuori dal coro. E adesso, si sa, ne siamo sempre meno abituati.

Però che noia, cara Emma: per il secondo anno consecutivo qui è data come favorita.
«È la stessa tiritera dello scorso anno. Con mia grande gioia ha vinto Vecchioni. Però quest’anno lui non c’è...».

... e quindi dice che il primo posto tocca a lei?
«Posso dire che mi dispiacerebbe? Sarei poco sincera. Ma non sono qui per questo».

Qui canta Non è l’inferno. Un testo duro. Perché questo brano e non un altro magari più volatile?
«Perché mi piace e me lo sento sotto la pelle. Non riesco a metterci l’anima se non amo un progetto. Potete anche dire quello che volete, ma io ho sempre fatto così: vado a mille solo se ci credo».

Nel testo sembra che a parlare sia un grande vecchio, magari un padre della patria. O forse addirittura il presidente della repubblica Napolitano.
«A me fa venire in mente i miei nonni, che sono persone per bene, grandi lavoratori che hanno trascorso la vita seguendo valori forti e credibili. Ma Napolitano credo sia un grande rappresentante di tutti. Mi sembra saggio, buono e sensibile. Sa come lo vedo? Lo vedo come un grande nonno».

Però nelle parole sembra ci sia una sorta di bacchettata ai suoi coetanei. Magari a quelli più svogliati.
«Macché, assolutamente no. Ho fin troppi amici senza lavoro e sino a due anni fa ero nella loro stessa situazione».

Spesso ha raccontato di quanti concertini faceva per pochi soldi.
«Appunto. Quindi non mi permetterei mai di criticare chi sta attraversando lo stesso periodo di crisi che ho attraversato anch’io per tanto tempo. Chi pensa ciò ci mette una punta di cattiveria che mi sembra del tutto gratuita».

Va bene. Allora qual è stato il suo vero inferno?
«Perdere mio cugino a soli 23 anni. Queste sono esperienze che lasciano un vuoto e che ti obbligano a ricostruire quella parte di animo che scopri distrutta. Il resto è vita. Combattimento e grinta, magari. Ma comunque vita».

Da Emma Marrone e Emma di Amici fino a semplicemente Emma.
«Un percorso importante, lo ammetto. E mi fa piacere, per quanto si tratti di dettagli. In fondo però “quella di amici” è un po’ lungo come cognome, vero?».

Dopo la fine del Festival?
«Mangio, dormo e faccio l’amore».

E poi si mette di nuovo in gioco al serale di Amici.
«In fondo vado dove mi porta la musica. E in quel contesto vi assicuro che ce n’è davvero tanta».

Ma se vincesse Sanremo come dicono i bookmaker?
«Di sicuro strizzerei un occhio verso il cielo. Ma indipendentemente da questo, il mio obiettivo sono le persone che mi seguono, quindi non vedo l’ora di mettere su un bel tour per raggiungerli in tutta Italia e ringraziarli di tutto».

Anche Maria De Filippi?
«L’ultima volta che ci siamo parlati mi ha detto: sono orgogliosa di te. E mi ha fatto felice».