Emmanuelle mette in riga i maschi

In Italia ogni nuovo Festival di Cannes fa uscire dai cassetti dei distributori i film di vecchie Mostre di Venezia. Infatti Cannes mette in moto quel che resta di passione per il cinema, oltre che per i divi. Però il Festival di Cannes si fa in maggio, quando il pubblico superstite (lo scorso fine settimana gli incassi sono nettamente calati rispetto al fine settimana precedente) è attratto caso mai dal Codice da Vinci e occorrono. Morale: I re e la regina rischia di passare inosservato.
Di solito si nota che i cassetti dei distributori potrebbero - senza danno dello spettatore - restare chiusi per sempre. I re e la regina però merita più attenzione degli altri scampoli di cinema offerto dalle vetrine primaverili, se non altro perché imprevedibile nei personaggi e nello svolgimento. La traduzione è fedele rispetto all’originale («Rois et reine»): si limita ad aggiungere gli articoli determinativi per spiegare anche nella nostra lingua che al centro della storia c’è una donna (Emmanuelle Devos) e sulla circonferenza gli uomini che sono, o dovrebbero essere, importanti per lei.
Emulo di Marco Ferreri, Desplechin si permette di rappresentare non una donna debole e ferita, ma una donna forte e feritrice, se non peggio. Ne fa le spese chi, come padre o come marito, le vuole bene. È Mathieu Amalric che, all’inizio del film, sente suonare alla porta, apre e vede entrare gli infermieri che vogliono internarlo: dal suo sfogo si coglie la «differenza» che gli viene rimproverata, più simile all’intelligenza e alla cultura superiore che a quelle inferiori. La «regina» invece si lamenta di non essere stata amata a dovere. Per buona parte del film l’abilità di Desplechin lascia credere che lei abbia ragione. Finché non appare il padre...
La Devos non è una dea, ma è un’attrice e ciò consola, trattandosi qui di recitare e non di sfilare; il suo personaggio matronale è uno dei meno fasulli e anche uno dei meno rappresentati. Quello di Amalric è una sorta di maturo folletto disadattato, che legge Hölderlin, come Nietzsche, e vive fra i libri. Come nella commedia all’italiana di una volta, anche se secondo regole molto francesi, si ride e si pensa perfino.

I RE E LA REGINA di Arnaud Desplechin (Francia, 2004), con Mathieu Amalric, Emmanuelle Devos. 148 minuti