Emoziona la storia di Mandela e del suo carceriere

Una bella storia, quella di Nelson Mandela (Dennis Haysbert) prigioniero e del suo carceriere, il sergente James Gregory (Joseph Fiennes). Una sceneggiatura, tratta dalla memorie di Gregory, ben adattata da Greg Latter e Bille August. Una ricostruzione del 1968-1992 in Sud Africa girata nei luoghi reali. Una capacità di raccontare nitidamente, senza voce fuori campo e senza didascalie... Sono le prime doti di Goodbye Bafana («Arrivederci, amico») di Bille August, regista danese che vanta due palme d'oro (Pelle alla conquista del mondo e Con le migliori intenzioni). Raro che un carceriere diventi amico del prigioniero, come August sa, avendo diretto anche I miserabili, dove il galeotto Jean Valjean non trova requie dall'ispettore Javert. Coproduzione fra Germania, Belgio, Francia, Sud Africa, Italia e Regno Unito, Goodbye Bafana sopravvive a tanta coalizione di investitori e, nelle sue due ore, spiega apartheid e rivolta contro di esso, fine della Guerra fredda e implicita fine del segregazionismo. E poi il film evita i manicheismi: come Mandela - gigante del '900 - ha insegnato.