Emozioni, ricordi e tanta pioggia per De Gregori

Michela Giachetta

«Hanno ammazzato Pablo, e Pablo è vivo». Ma Pablo non c'è. Uno dei pochi assenti ieri notte in Piazza Siena. Presenti tutti gli altri, da Buffalo Bill, alla Donna Cannone ai Vecchi amici. Fino a Celestino, uno dei suoi ultimi compagni di viaggio. Si è fatta vedere, anzi sentire, anche la pioggia che ha assillato organizzatori e pubblico in un estenuante controcanto. E poi c’erano i romani (centomila secondo gli organizzatori). E lui, romano, che in un vecchio testo ha definito la Capitale «una cagna in mezzo ai maiali». «È una canzone che parla di varie città, tutte descritte in termini disneyani», spiegò allora. E oggi (ieri, ndr) capisci che era solo un modo per parlare di Roma, senza rinnegare le proprie origini. Roma per De Gregori è (ancora) casa. La può prendere in giro, scherzarci su, sostenere, come ha fatto, che oggi preferirebbe vivere ad Atene. Ma poi eccolo sul palco, per il concerto più lungo del tour. «Mi sembra giusto farlo, per la mia città». E dalle presenze e dall’attesa palpabile, che si respira nell’aria prima che il concerto inizi, capisci che l’amore per la città è ricambiato.
De Gregori, però, non si presenta come te lo aspetti. Il cappello in testa è sempre lì. Manca però la chitarra. Sono passati più di 30 anni da quando, nel 1974, partecipò a un festival di due giorni sempre a Villa Borghese, alla «Valletta dei cani», con Venditti. Sono passati per tutti quegli anni, anche per lui. Ma «qualcosa rimane fra le pagine chiare e le pagine scure» ed è lo stile, la «santa voglia di vivere e dolce venere di Rimmel». E la voglia di cantare.
Si parte dal suggestivo omaggio a Pasolini con la canzone «A Pa’». E poi a seguire tutto il meglio di un repertorio stagionato e per questo ancor più gustoso. Ecco la «Leva calcistica del ’68» e l’adolescenza che per un attimo ritorna per tutti i presenti, ecco «Alice» che guarda i gatti e il «Generale» dietro la collina, «Titanic» e la «Valigia dell’attore». Ci sono anche le canzoni dell’ultimo album, «Pezzi», e ti accorgi di quei 30 anni passati.
«È come avevamo sperato» ha commentato il sindaco Veltroni presente ieri sera a Piazza di Siena. Le sue parole, però, arrivano prima dell’acquazzone che se rallenta (e interrompe a tratti) la musica, però non ferma la degna conclusione di un fine settimana all’insegna della grande canzone d’autore.