Emporio Armani e i ragazzi col ciondolino di perla

Paola Bulbarelli

da Milano

Che vada in bici o che voli, che vada in vacanza a Capri piuttosto che a Las Vegas, questo uomo, fedele a se stesso nei secoli come un carabiniere, è un play boy. Inteso magari non tanto come gli ormai trascorsi Raimondo Orsini o Beppe Piroddi, ma piuttosto come un Matteo Marzotto o un Lapo Elkan o come uno a caso, tanto fa lo stesso perchè il prodotto non cambia, dei ragazzi, davvero speciali, scelti da Giorgio Armani per la sua sfilata Emporio. «Incedete con arroganza elegante», è stato il consiglio dello stilista ai suoi indossatori. Che, immediatamente imparata la lezione, si sono mossi sulla passerella con fare ironico e affascinante, sicuri di loro e della loro avvenenza.
«Negli anni ’70 ci si dava un certo tono tirando su le maniche o alzando il colletto della giacca, oggi le cose sono molto diverse. Gli uomini hanno a disposizione mille accorgimenti per essere belli». Certo lo sono molto di più se poi sanno giocare con le piccole provocazioni che s’inventa la moda. Magari un grossa perla che ciondola sul petto o una spilla appuntata sul rever o degli anelli infilati nelle dita dei piedi. Lui, il nostro Giorgio nazionale nuovo mito del basket, perenne ragazzo dal fascino immutato, ha pensato a tutto. Alla giacca che slancia la figura in tessuti lucidi che sembrano bagnati; a quella battezzata «sensual», dolce e anatomica che abbraccia il corpo; alle camicie trasparenti, ricamate, decorate dal sapore un po’ etnico; alle maglie con preziose lavorazioni jacquard; ai pantaloni morbidi con laccetto in vita che, come spiega, «trovi dai vu cumprà a St.Tropez». Be’, non saranno proprio così ma è per dire che tante volte le idee vengono spesso dalla strada. «Nel 2005 è difficile inventare qualcosa di nuovo». Ma Armani ci riesce con una bicicletta prodotta dalla Bianchi e che sarà in vendita nei negozi Emporio a partire da dicembre. Più che al conquistatore a tutti i costi, Menichetti pensa a uno school boy raffinato e per bene che tenta di colpire con la sua abilità nel vestire. Sa mescolare: i boxer da windsurf con la giacca di lino, la camicia Oxford con braghe tecno E le ragazzine muoiono ai suoi piedi. Ma arriva il top gun di Paolo Gerani stilista di Iceberg e tutto si rivoluziona di nuovo. L’americano volante è arrivato a carpire i segreti del play boy made in Italy e in un attimo si trasforma da militare a incontenibile romantico. Mostra dettagli army che mescola alla perfezione con stampe floreali anche se ogni tanto ha dei ripensamenti sul tema. Si mette perfetti abiti sartoriali ma non rinuncia ai suoi buggy, usa le camicie ma è più forte di lui esibire Marilyn sulla t-shirt.
Comunque le bellezze locali le conquista e tanto basta. Il fascino del volo è innegabile al punto che ci si può pure provare con delle fantomatiche macchine alla Jules Verne. A questo ha pensato Kean Etro e di conseguenza tutto vola come in un sogno. La sensazione è di grande libertà, dai pantaloni alle giacche-camicia ai colori intriganti che Etro sviluppa apposta in lino e raso di cotone. Sta assolutamente piantato per terra invece, e per la precisione nei deserti americani, il ragazzo di Calvin Klein, un piacione più simile a Brad Pitt che al tipico cow boy della prateria. Persino lì, è elegante con tanto di giacca, pantalone a vita alta e scarpe stringate e lavorate. Eppure non gli sembra mai di esagerare: lui deve piacere.