Endesa, anche Acciona vuole il 24,9%

Padoa-Schioppa: Roma e Madrid rimangono neutrali nelle scelte delle grandi imprese

da Milano

Anche Acciona, il gruppo immobiliare che detiene il 21,3% di Endesa, vuole salire nel capitale del gruppo energetico spagnolo: lo ha detto il presidente, José Manuel Entrecanales. L’operazione dovrebbe essere conclusa in tempo per l’assemblea straordinaria di Endesa, che si terrà il 20 marzo e che dovrà decidere sull’Opa della tedesca E.On. Entrecanales ha però negato ogni accordo con Enel (che farebbe scattare immediatamente l’obbligo di Opa), nel contempo non ha escluso contatti con il gruppo guidato da Fulvio Conti se l’offerta di E.On dovesse andare a vuoto ed ha aggiunto che Acciona intende entrare nel management di Endesa. Acciona non potrà comunque salire oltre il 24,5% perché farebbe scattare anche in questo caso l’obbligo di Opa. E, va aggiunto, il 20 non potrà votare oltre il 10% di Endesa, come prevede lo statuto. La data del 20 marzo è importante pure per l’Enel, che ha chiesto al ministero dell’Industria di poter votare con oltre il 3% dei diritti di voto. Ma difficilmente il via libera arriverà prima, e l’Enel dovrà accontentarsi del 3%.
Intanto ieri il presidente della Cnmv (la Consob spagnola), Manuel Conthe, ha ribadito che i tedeschi non possono alzare il prezzo dell’Opa su Endesa, che scade il 29 marzo, né possono comprare azioni sul mercato. Indiscrezioni su siti spagnoli affermano che la Cassa di Madrid (con il 9,9%) potrebbe dare la sua adesione. Questo spiega perché Acciona vuol salire: assieme a Sepi (3%) ed Enel (22%, in prospettiva 24,9%) avrebbe comunque la maggioranza. E ieri sera c’è stato anche un piccolo colpo di scena: E.On ha rinunciato a condizionare l’Opa su Endesa all'eliminazione, da parte degli azionisti della società spagnola, del tetto del 10% sui diritti di voto. Resta valido l’obiettivo di raggiugere una quota di almeno 50,01% del capitale Endesa.
Si muove anche l’Ue, che avvierà oggi la seconda tappa della procedura contro la Spagna per le condizioni imposte all’Opa di E.On. E, proprio per evitare le contestazioni della Commissione, in questi giorni i governi italiano e spagnolo si stanno spendendo per negare qualsiasi intervento. Il ministro Tommaso Padoa-Schioppa, ieri a Madrid, ha detto che «queste sono scelte delle imprese».