Endesa, la Consob spagnola «frena» l’Opa Enel-Acciona

da Milano

Enel e Acciona non potranno lanciare l’Opa su Endesa prima di sei mesi perché hanno dato l’annuncio durante l’Opa di E.On in corso, E.On da parte sua ha il diritto di fare un rilancio della sua offerta (attualmente a 38,75 euro per azione) entro lunedì 26: in questo caso la data di scadenza dell’Opa verrà spostata dal 29 marzo al 3 aprile. La Comision nacional del mercado e valores (Cnmv), la Consob spagnola, è intervenuta ieri con una serie di decisioni che hanno ridisegnato almeno in parte lo scenario della guerra per la conquista di Endesa che si combatte tra Enel e Acciona da una parte ed E.On dall’altra. E di fatto ha premiato E.On, penalizzando Enel, dando un via libera al rilancio, che invece aveva negato in precedenza. Intanto ieri a Madrid l’ad Enel, Fulvio Conti, ha incontrato il vertice di Acciona per stabilire le condizioni dell’alleanza e in serata Enel ha diffuso un comunicato in cui informa che sta «esaminando e valutando la portata del provvedimento adottato dalla Cnmv», e conferma che «le negoziazioni con Acciona proseguono positivamente, ma non si è ancora giunti a un accordo definitivo». Lunedì, comunque, verrebbe annunciata l’intesa. Per Enel l’alt della Cnmv non dovrebbe cambiare molto, perché i tempi tecnici dell’Opa portavano a dopo l’estate. Piero Gnudi, presidente dell’Enel, ha detto che l’alleanza «sarà alla pari».
E.On dal canto suo starebbe valutando sia la possibilità di intraprendere azioni legali contro Enel e Acciona per aver annunciato l’intenzione di Opa, sia di un rilancio della propria offerta che al momento vale 41 miliardi di euro. Il prezzo a 41 euro per azione ipotizzato per l’Opa di Enel, porterebbe l’esborso globale a 43,4 miliardi, se E.On volesse battere l’offerta italo-spagnola dovrebbe almeno valutare l’ipotesi di una spesa non inferiore ai 45 miliardi. Alcuni analisti ritengono che se i tedeschi vorranno essere sicuri del successo dovranno puntare addirittura più in alto. Wulf Bernotat, presidente e ad di E.On, secondo indiscrezioni, avrebbe però delle difficoltà con il suo board a ottenere uno stanziamento molto più rilevante di quello attuale. A suo vantaggio, E.On ha una forte liquidità, mentre Enel-Acciona possono dividere a metà tra di loro il costo dell’Opa.
Secondo indiscrezioni (attendibili) i consiglieri di amministrazione di Endesa hanno deciso intanto di cedere le loro quote a E.On, solo il presidente del gruppo conserverà metà della sua quota. In totale comunque l’intero consiglio arriva allo 0,2% del capitale. La Cassa di Madrid, cui la Cnmv ha chiesto di esprimere le proprie decisioni in merito all’Opa, ha annunciato che le comunicherà solo lunedì prossimo: il suo 9,9% può pesare molto sulle sorti dello scontro.
Insomma, lunedì ci sarà un vero ingorgo: la scelta di E.On sul rilancio, quella della Cassa sulla sua quota, e infine il previsto annuncio dell’accordo Enel-Acciona.
In Borsa è andata bene a Madrid Acciona (+2,9%), mentre Endesa era sospesa dalle contrattazioni. E.On ha perso lo 0,6% e l’Enel ha ceduto l’1,14% a 7,88.i