Endesa, E.On studia le vie legali Rimane l’incognita del rilancio

da Milano

Battaglia senza esclusioni di colpi per la conquista di Endesa. Mentre E.On minaccia azioni legali e non è chiaro se ci sarà un rilancio, filtrano i dettagli del piano congiunto Enel-Acciona. In particolare, secondo l’agenzia Reuters, l’Opa che i due gruppi stanno preparando prevede che i costruttori spagnoli (oggi al 21%) acquistino un ulteriore 4%, mentre gli italiani (24,99%) punterebbero al resto della società. Al termine dell’offerta il 50% più un’azione di Endesa sarebbe apportato a una newco retta da una governance paritetica con l’ad in quota Enel, ma dove Acciona nominerà il presidente (che disporrà di due voti). In particolare, l’operazione prevede che Enel e Acciona mettano inizialmente il 5% ciascuno di Endesa. A Opa conclusa, però, Enel verserà nella newco un ulteriore 20% e Acciona il 20% più un’azione. Sempre per Reuters, in caso di conflitto su questioni strategiche, la discussione sarà portata ai vertici delle due società, e se il contrasto non venisse risolto Acciona potrà dare corso anche anticipatamente al put vendendo le azioni all’Enel. Sul prezzo a cui l’offerta italo-spagnola potrebbe essere lanciata una decisione, però, non è ancora stata presa in attesa di vedere cosa faranno entro oggi i tedeschi. «Si aspetta di vedere cosa farà E.On», dice una fonte sulla possibilità che E.On alzi l’offerta da 38,75 euro per azione. Possibilità, però, che al momento non rientrerebbe nelle intenzioni del gruppo.
L’altro nodo da sciogliere riguarda comunque i tempi. La Cnmv, la Consob spagnola, ha infatti ribadito che Enel e Acciona non potranno lanciare l’Opa prima di 6 mesi, e quindi a settembre, a meno che E.On non rinunci alla propria offerta. Per quello che riguarda la struttura a valle, invece, tra Acciona ed Enel ci sono ancora solo le linee d’indirizzo ma secondo una fonte Endesa Italia potrebbe essere venduta per evitare problemi Antitrust e distribuire un possibile dividendo straordinario.
La francese Snet, ora controllata al 65% da Endesa, invece, fa gola a Enel che sarebbe disposta ad acquisirla interamente. Mentre la struttura industriale spagnola rimarrebbe inalterata salvo che si decida di far rientrare Viesgo, ora controllata Enel, in Endesa riportandola a casa.
Da E.On, infine, confermano di avere incaricato gli uffici legali di New York e Madrid e che la proposta Enel-Acciona potrebbe venire «paralizzata» da un eventuale ricorso con l’accusa «di concerto evidente e manifesto» da parte dell’intesa italo-spagnola. Il quartier generale italiano preferisce non commentare le dichiarazioni dei tedeschi: «Aspettiamo che i loro legali studino il dossier e poi vedremo». Quanto al prezzo, precisa un portavoce di E.On. «la presunta controfferta a 42 euro è una “Fata Morgana”, un’illusione».