Enel è al 24,9% di Endesa ma E.On non molla la presa

Conti potrebbe salire al 30% con il via libera di Madrid

da Milano

Enel ha raggiunto ieri quota 24,9% nella spagnola Endesa con una nuova operazione di share swap per il 2,98% del capitale. Più oltre, al momento, non può salire tra azioni «prenotate» e in proprietà diretta, perché scatterebbe l’obbligo di Opa. Un comunicato del gruppo guidato da Fulvio Conti spiega che «a seguito del contratto stipulato con Mediobanca il numero complessivo di azioni Endesa sottostanti contratti di share swap risulta pari al 14,98% del capitale Endesa. Si ricorda che Enel Energy Europe (controllata al 100% da Enel, ndr) risulta inoltre già titolare del 9,99% del capitale di Endesa». In altri termini, Enel detiene direttamente il 9,99%, cui va sommato il 14,98% «prenotato».
La partita per il controllo della società spagnola va così verso la voltata finale: il 29 marzo sarà il «giorno della verità», quando si saprà quale quota di Endesa la tedesca E.On è riuscita a rastrellare attraverso l’Opa. Se E.On, come sembra piuttosto probabile, non avrà raggiunto almeno il 50% più un’azione, potrà scegliere se restare in minoranza, o se abbandonare la partita non ritirando le azioni. Al momento, oltre alla quota del 24,9% dell’Enel, il gruppo di costruzioni spagnolo Acciona ha il 21% di Endesa e ha dichiarato di voler salire anch’esso al 24,9%, Sepi ha il 3%, la Cassa di Madrid circa il 10% e Axa intorno al 5 per cento.
Enel per ottenere il controllo diretto del 14,98% prenotato deve attendere il via libera spagnolo su tre fronti: la Cne deve dare il benestare al superamento della quota del 10% e a partecipare contemporaneamente al controllo della spagnola Viesgo, mentre il governo di Madrid deve dare l’ok al superamento del limite del diritto di voto al 3% previsto per le società che hanno una partecipazione pubblica rilevante (come Enel).
Un ultimo passo, previsto nel documento inviato venerdì scorso alla Sec, potrebbe essere l’aumento della quota Enel in Endesa fino al 29,9%, se Madrid dovesse adeguare la soglia dell’Opa ai livelli europei, come lo stesso ministro Pedro Solbes ha detto di voler fare. Mentre non si prevedono tempi lunghi per lo sblocco delle tre condizioni che dovrebbero consentire all’Enel di salire con pieni diritti fino al 24,9% nel gruppo spagnolo (forse già prima di fine marzo), qualche problema in più potrebbe esserci per il cambiamento della normativa sull’Opa, che dipende dal Parlamento spagnolo.