Enel, via all’aumento da 8 miliardi Per gli azionisti uno sconto del 30%

Enel ha stabilito ieri il prezzo delle nuove azioni che potranno essere sottoscritte: 2,48 euro contro i 4,427 quotati a Piazza Affari ieri. Il prezzo di collocamento delle nuove azioni (fortemente a sconto rispetto ai valori di Borsa di ieri e contro il valore teorico post aumento di capitale, pari a 3,75 euro circa) è stato stabilito considerando il valore del dividendo che andrà in distribuzione sommato a quello dell’eventuale vendita dei diritti.
A questo punto lo sconto che si ottiene, per gli azionisti Enel, è di poco superiore al 30%. In questo modo il gruppo guidato da Fulvio Conti intende mettersi al riparo da qualsiasi «sorpresa» di Borsa, garantirsi una forte adesione dei piccoli azionisti e arrivare a fine operazione con un inoptato molto basso. Il rapporto di assegnazione sarà di 13 nuove azioni ogni 25 già possedute. In tutto verranno emesse oltre 3,2 miliardi di azioni per un controvalore complessivo di quasi 8 miliardi, molto vicino agli otto miliardi previsti. Il periodo di offerta sarà dal 1° al 19 giugno, mentre i diritti di opzione potranno essere negoziati dal 1° al 12 giugno. I diritti inoptati verranno offerti in Borsa nel mese successivo al periodo di offerta. Il valore nominale sarà di un euro, con sovrapprezzo di 1,48 euro.
La Cassa depositi e prestiti ha già deciso di aderire all’aumento, sottoscrivendo sia la quota di propria competenza, sia quella che spetta al ministero dell’Economia, che cederà i diritti di opzione alla Cassa. In questo modo non verrà diluita la quota di controllo che fa capo a Cdp o al ministero.
Mediobanca, Jp Morgan e Banca Imi guideranno un nutrito gruppo di istituti di credito (oltre una trentina) che a vario titolo garantiranno l’aumento fino a un massimo di 5,5 miliardi di euro, vale a dire a coprire l’intera quota che potrebbe restare inoptata (almeno in linea teorica), al netto della partecipazione che fa capo, direttamente e indirettamente, al ministero dell’Economia. In altri termini, Enel si è cautelata in maniera totale per il successo dell’aumento. Inoltre è stato stabilito che Enel non effettuerà altri aumenti per almeno sei mesi.
L’aumento di capitale è l’asse portante della strategia del gruppo elettrico per la diminuzione del proprio indebitamento e va ad aggiungersi alle dismissioni programmate o già attuate, che vanno dalla rete elettrica ad alta tensione, a quella del gas e ad altre partecipazioni. Alla fine l’esposizione, che oggi supera i 60 miliardi, dovrebbe scendere intorno ai 50, una quota giudicata sostenibile non solo dal management, ma anche dalle agenzie di rating, che confermerebbero così l’attuale valutazione che l’ad Conti considera irrinunciabile per la strategia di sviluppo della società.