Enel blocca i lavori e si rivolge ai giudici

L’Enel lancia l’allarme occupazione per la centrale di Civitavecchia dopo lo stop della Regione Lazio alle opere di riconversione a carbone: da oggi 300 operai sono senza lavoro, dice l’ad Fulvio Conti, confermando che è pronto a presentare ricorso contro l’ordinanza di blocco. E nel testa a testa con la Regione Lazio il gruppo elettrico è certo di spuntarla. In caso contrario, se cioè il Tar dovesse confermare lo stop, chiederà danni «ingentissimi», nell’ordine dei miliardi euro. Dopo la decisione (notificata ieri) della giunta di Piero Marrazzo di sospendere i lavori del molo di Civitavecchia (necessario per l’attracco delle navi carbonifere), il gruppo elettrico passa così al contrattacco. In ballo c’è infatti il futuro della centrale in cui è stato investito un miliardo e mezzo di euro e degli operai che stanno già lavorando alla sua riconversione o che saranno impiegati nell’impianto a regime. Davanti al Tar, l’Enel è comunque convinta di vincere. «Avendo avuto la valutazione di impatto ambientale per tutti i lavori, anche per le opere a mare, faremo ricorso contro una ordinanza che ritengo errata dal punto di vista giuridico - ha sottolineato Conti -; credo sia legittimo pensare che lo vinceremo e che ripristineremo i lavori. Ma - ha continuato - se per ipotesi non fosse possibile, chiederemo i danni e saranno ingentissimi». L’Enel, ha spiegato, tenterà di rifarsi infatti non solo del miliardo e mezzo investito, «ma anche del danno emergente di non poter disporre della centrale negli anni a venire». Il carbone pulito non è inquinante, ha sottolineato ancora, e costa meno del gas.