Enel cede ai tedeschi di E.On attività per oltre 13,5 miliardi

da Milano

Accordo fatto tra la cordata Enel-Acciona ed E.On sull’importo che il gruppo tedesco dovrà pagare per le attività di Endesa Europa, cui si aggiungono la spagnola Viesgo e tre impianti di Endesa, sempre nella penisola iberica.
La valorizzazione complessiva concordata tra le banche advisor dei due gruppi, al lordo dell’indebitamento finanziario, è di 13,5 miliardi di euro, nella fascia alta della «forchetta» di prezzo prevista, che oscillava tra i 10 e i 14 miliardi di euro. È praticamente l’ultimo passo della conquista di Endesa da parte della cordata Enel-Acciona: il 2 aprile dello scorso anno, infatti, E.On aveva accettato di ritirare l’Opa sul gruppo madrileno in cambio della possibilità di rilevare le attività di Endesa all’estero, più alcune anche in Spagna. Enel si impegnava anche a cedere l’iberica Viesgo, di cui deteneva il controllo.
Per l’Enel questo significa soprattutto una consistente riduzione dell’indebitamento che scenderà dagli attuali 57,4 miliardi a 49, con un calo di 8,4 miliardi. Un passo importante, soprattutto in considerazione degli allarmi lanciati dalle agenzie di rating sull’esposizione del gruppo verso le banche. In particolare, Endesa Europa è stata valutata 10,75 miliardi, le centrali spagnole di Los Barrios e Tarragona 750 milioni (inizialmente si era parlato della cessione di tre centrali), mentre Viesgo ha avuto una valutazione di poco superiore ai due miliardi. Enel incasserà tutto il valore di Viesgo, ma solo il 67% dell’importo di Endesa Europa e delle centrali spagnole, in quanto detiene questa partecipazione nella capogruppo (il resto fa capo ad Acciona).
Tutti gli asset ceduti valgono 6,8 miliardi, a cui aggiungere 1,6 miliardi di riduzione del debito che faceva capo a Endesa Europa. Il gruppo comprende le attività di Endesa Italia (che sono le più importanti, con circa 7mila megawatt di potenza), oltre a centrali in Polonia, a Snet in Francia e alcune attività in Turchia.
Ora E.On avrà dieci giorni per decidere se entrare in proprietà di tutte le attività a cui ha diritto, ma sembra improbabile che intenda rinunciare, quando l’obiettivo del gruppo tedesco è quello di crescere al massimo in Europa. Questa mattina, comunque, si dovrebbe tenere il consiglio di amministrazione a Düsseldorf che dovrebbe dare subito il suo via libera all’intesa.
Resta aperta una «coda»relativa a Endesa Italia: a breve A2A (nata dalla fusione di Asm Brescia che deteneva il 20% di Endesa Italia e di Aem Milano) dovrebbe decidere se intende cedere la sua partecipazione in cambio di alcune centrali fino a 1.750 megawatt di potenza installata. L’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, ha parlato di «pax elettrica che rafforzerà la competizione e l’integrazione del mercato europeo dell’energia».