Enel crescerà nel solare ma i costi sono ancora alti

A Montalto di Castro il più grande impianto fotovoltaico in Italia Dal 2008 in produzione la centrale a carbone pulito di Civitavecchia

da Milano

Entro il 2008 la centrale Enel a «carbone pulito» di Civitavecchia entrerà in funzione: lo ha detto ieri l’ad del gruppo elettrico, Fulvio Conti, presentando la nuova iniziativa nel settore del fotovoltaico che prevede la costruzione di un impianto da sei megawatt di potenza che permetterà di soddisfare il fabbisogno di 2.700 famiglie con una produzione di 7 milioni di kilowattora l’anno. La centrale solare (la più grande in Italia) sarà costruita a Montalto di Castro con una spesa di 30 milioni di euro, e fa parte di un programma dell’Enel che prevede investimenti per 4 miliardi nelle energie rinnovabili e nella ricerca. Dal dicembre 2006 Enel ha messo in funzione 5 nuovi impianti eolici per 27 Mw di potenza e due impianti mini-idro.
Ma è sui grandi impianti che al momento si gioca la partita dell’energia in Italia, con una richiesta che cresce del 2-3% l’anno. E qui la centrale a carbone pulito di Civitavecchia avrà un ruolo importante: avrà una potenza di quasi 2mila Mw (1.980 per esattezza) e a fine lavori avrà richiesto investimenti per 1,5 miliardi, di cui 1,4 già impegnati. Sarà l’impianto a carbone, sostiene l’Enel, più avanzato al mondo (con un’efficienza del 45%) e sostituirà quello precedente che funzionava a olio combustibile, con efficienza limitata al 38%. Tra vecchia e nuova centrale ci sono altre grosse differenze: una potenza ridotta (prima era di 2.640 Mw, ma non aveva suscitato proteste), ma soprattutto emissioni di polveri, anidride solforosa e ossidi di azoto «tagliate» dell’80 per cento. E anche le emissioni di anidride carbonica, il tallone di Achille delle centrali a carbone, saranno ridotte del 18% rispetto alla vecchia centrale a olio (anche perché la centrale è più piccola).
Sempre secondo l’Enel le emissioni totali di Civitavecchia saranno solo pari alla metà dei limiti permessi con la nuova normativa Ue (più restrittiva) che entrerà in funzione il prossimo anno. La centrale, nonostante sia più pulita e più efficiente di quella precedente, ha incontrato forti opposizioni ed ha spaccato il centro-sinistra: è infatti appoggiata dal governo e dal ministro Pierluigi Bersani, contrastata invece da Verdi e Prc e a livello locale. Ma se l’Italia non vuol essere troppo legata al gas, il carbone è una necessità.