Enel, la crescita viene dall’estero

Fatturato e addetti in aumento grazie alle acquisizioni, mentre nel bilancio stanno scomparendo le poste straordinarie. Migliorano ricavi e utili della gestione ordinaria

da Milano

Dopo anni, i dipendenti Enel tornano a crescere: prima la «cura Tatò», poi le cessioni delle Genco avevano drasticamente ridotto il numero degli addetti. Nei primi nove mesi del 2006 è arrivata l’inversione di tendenza: sono saliti di oltre 7.500 unità, a 59.309, grazie soprattutto alle acquisizioni all’estero, in Romania, Slovacchia e Russia. In Italia, invece, il calo è continuato: 1.281 unità in meno. Il dato dei dipendenti è importante perché segnala una svolta: la crescita dell’Enel viene dall’estero. E la società intende andare avanti con il suo piano di acquisizioni che non pregiudicherà la politica dei dividenti, ha assicurato l'ad del gruppo, Fulvio Conti, sottolineando che l'azienda non ha abbandonato l'idea di perseguire una grande acquisizione, ma che punta a «spendere bene i soldi». Enel, per le acquisizioni, ha a disposizione tra i 13 e i 15 miliardi di euro. In Russia, tra Genco e Arcticgas si va dai 2 ai 4 miliardi, tra 1 e 1,5 miliardi nella rete di distribuzione in Turchia e una cifra attorno a 400 milioni per i cicli combinati. Ancora: 1 miliardo in Bulgaria per il potenziamento dell'impianto di Maritza 3 e per il corridoio 8; in Romania 800 milioni per la rete di Bucarest e 2 miliardi per l'impianto nucleare di Cernavoda, per la Slovacchia circa 2 miliardi di euro.
In Italia l’Enel continua il suo periodo di transizione, al pari di tutto il settore. Così ha registrato un calo nella generazione, ma ricavi in crescita del 17% a 28,6 miliardi, sia pure a fronte di una riduzione della quota di mercato dal 37,9% al 34,7 per cento. Sul mercato libero le vendite sono cresciute dell’11,5%, un segnale importante, anche se relativamente contenuto, in vista della completa liberalizzazione che dovrebbe partire dal luglio 2007. E i segnali di una situazione sfaccettata ci sono tutti: il margine operativo lordo ha avuto un incremento limitato al 4,3% (anche se nell’ultimo trimestre ha avuto un’accelerazione a più 5,7%), mentre il risultato operativo ha registrato un più 12,4 per cento.
Dal risultato netto viene invece un segnale di normalizzazione: i tempi delle poste straordinarie sono ormai finiti. Così la frenata da 3,2 a 2,6 miliardi è da leggere proprio in quest’ottica: lo scorso anno c’era stata la vendita della quota di Terna, che aveva portato una plusvalenza di 1.153 milioni. Quest’anno, invece i proventi della scambio azionario Wind-Weather sono stati di 256 milioni. Se si escludono i ricavi straordinari dei due anni, il risultato netto è cresciuto del 12,4% da 2.121 milioni a 2.384.