Enel-Endesa: giovedì le prime decisioni Ultime carte per E.On

Dopodomani la Cne spagnola annuncia se darà il via libera a Conti per salire oltre il 10% nella società di Madrid

da Milano

La vicenda Endesa-Enel-E.On va questa settimana verso la volata finale tra scadenze e voci contrastanti, sempre meno attendibili. Fonti tedesche e fonti spagnole vicine all’opposizione dei popolari sostengono infatti la possibilità che sia Acciona (che è vicina ai socialisti al governo e che detiene il 21% di Endesa), sia la Cassa di Madrid (che ha il 10% e che è vicina invece ai popolari) possano vendere le loro quote a E.On. Le trattative sarebbero avanzate, se non in dirittura d’arrivo. Altre fonti, di segno politico opposto, sostengono, guarda caso, che le cose stanno andando in direzione diametralmente contraria. Sembra comunque attendibile che E.On stia giocando le sue carte per portare dalla sua parte i due gruppi spagnoli. Se avrà successo, lo si dovrebbe sapere il 27 marzo, data entro la quale la Consob spagnola ha chiesto agli azionisti principali di dichiarare le loro intenzioni. L’Opa si chiuderà poi il 29 marzo e pochi giorni dopo saranno comunicati i risultati.
Intanto oggi il cda di Endesa potrebbe decidere se accettare l’offerta di E.On, una scelta che potrebbe comunque essere rimandata fino al 27 marzo. Dopodomani, giovedì, si riunirà la Cne, la Commissione per l’energia spagnola, che dovrà prendere due decisioni: dire se Viesgo, controllata da Enel, non rientra come previsto tra le cinque più grandi imprese elettriche spagnole (rimuovendo così l’incompatibilità con Endesa che è il più importante gruppo iberico del settore), e dare il via libera a Enel perchè possa salire oltre il 10% sempre nel capitale di Endesa. In questo modo il gruppo italiano potrà ritirare il 15% della società madrilena già opzionato e salire al 24,9% previsto, limite oltre il quale scatta l’obbligo di Opa.
Infine resta un’ultima scadenza, la cui data non è stata però ancora fissata: quella in cui il governo di Madrid deciderà se togliere il limite di voto del 3% in cui incappa l’Enel in quanto società controllata da un azionista pubblico. In questo caso la decisione non dovrebbe arrivare prima del 29 marzo, ma probabilmente slitterà ad aprile.