Enel-Endesa, la Spagna verso lo scontro con la Ue

da Milano

Il governo spagnolo non intende eliminare le condizioni poste all’operazione di acquisizione di Endesa da parte dell’Enel, ed è pronta a difenderle davanti alla Corte dell’Unione europea (il Tribunale che ha sede in Lussemburgo) contro la Commissione. Lo ha ribadito ieri il ministro dell’Industria di Madrid, Joan Clos, chiarendo che la Spagna non terrà conto dell’ultimatum lanciato l’altro ieri dall’Antitrust della Ue, che ha minacciato una nuova procedura se le condizioni «incriminate» non saranno rimosse. «Manterremo la posizione», ha detto Clos, che ha ricordato come a seguito delle pressioni comunitarie il suo governo abbia già rimosso numerose condizioni imposte originariamente dalla Commissione nazionale dell’energia (Cne), e come ne restino solo cinque. Fra queste, l’obbligo di mantenere l’indipendenza di Endesa e il suo centro decisionale in Spagna. «Difenderemo queste condizioni davanti ai tribunali europei», ha detto il responsabile spagnolo, «vogliamo chiarire quale sia il margine di uno Stato sovrano di fronte alla normativa europea». Clos ha peraltro escluso qualsiasi effetto della decisione sull’esito della fusione: «Enel ha accettato tutte le condizioni senza problemi», ha ricordato, «non ci saranno crisi nello specifico», e neanche «conseguenze pratiche: la fusione continua con la piena volontà degli attori».