Enel investirà 9 miliardi in Russia

Bruxelles spiana la strada alla conquista di Endesa: illegali le condizioni di Madrid

da Milano

L’ad Enel, Fulvio Conti, annuncia a Soci, sul Mar Nero, che il gruppo elettrico italiano investirà altri tre miliardi in Russia, arrivando a spendere in tutto nove miliardi, e nello stesso giorno l’Unione Europea gli fa un «assist» sul fronte spagnolo dell’Opa su Endesa. Conti ha annunciato infatti, in un incontro con il presidente russo Vladimir Putin, che l’Enel intende investire altri tre miliardi di dollari nelle centrali russe, oltre ai sei miliardi che saranno necessari per completare l’acquisizione di Ogk-5 e degli asset di Yukos. Enel ha già pagato 1,8 miliardi di dollari per il 29,9% della Genco russa e circa 850 milioni per rilevare gli asset dell’ex colosso petrolifero messo in liquidazione. Un acquisto del restante 50% di Ogk-5 comporterebbe per la società di Conti una spesa sui 3 miliardi di dollari. Nei prossimi anni Enel dovrà inoltre intervenire con altri tre miliardi di dollari per migliorare efficienza e produttività di impianti. La società punta ad «aumentare progressivamente la presenza in Russia», ma questo non significa acquistare altre «Ogk», ossia altre compagnie di generazione, ma «cominciare a lavorare, aumentare la produttività e quindi guadagnare. La prospettiva è comunque enorme: la Russia diventerà tra i mercati più ricchi ed attrattivi», ha spiegato Conti all’agenzia Apcom.
Da Bruxelles arriva invece un altolà alla Commissione spagnola per l’energia che spiana ancora di più la strada verso la conquista di Endesa. Un appoggio che comunque non dovrebbe cambiare più di tanto la situazione: il risultato dell’Opa è scontato e il governo di Madrid vede con favore l’arrivo degli italiani con l’alleato spagnolo Acciona. «Le misure adottate dalle autorità spagnole riguardo la concentrazione tra Enel-Acciona-Endesa violano il diritto comunitario», sostiene l’Antitrust Ue nelle sue «conclusioni preliminari», mettendo sotto accusa le condizioni poste dalla Cne all’acquisizione di Endesa da parte di Enel e Acciona. Madrid avrà ora 30 giorni di tempo per fare le proprie osservazioni. Nel caso in cui, dopo la risposta del governo spagnolo, dovessero venire confermate le conclusioni preliminari, la Commissione Ue potrebbe chiedere la revoca di tutte le condizioni incompatibili con il diritto comunitario imposte dalla Cne.