Enel, via libera in Sicilia al rigassificatore

Si sbloccano le autorizzazioni a Porto Empedocle: investimento da 600 milioni, impianti ok nel 2011

nostro inviato a Palermo

A Porto Empedocle, a pochi chilometri da Agrigento, la giunta comunale ha detto sì a larghissima maggioranza alla costruzione di un rigassificatore dell’Enel. Di per sé non dovrebbe essere una gran notizia, ma in tempi in cui a Brindisi si danno tutti i permessi e poi, dopo che British Gas ha investito 200 milioni, si bloccano i lavori, la decisione del via libera è già una svolta.
E ieri l’Enel ha presentato il suo progetto che prevede l’ampliamento del porto, la costruzione di nuove banchine e di un rigassificatore con due serbatoi interrati da 160mila metri cubi di gas liquefatto l’uno. L’investimento sarà di 600 milioni di euro e il terminale, una volta in funzione (prevedibilmente nel 2011), darà lavoro a circa 200 addetti tra diretti e indiretti, oltre al personale che verrà impiegato per il periodo della costruzione. I rigassificatori sono diventati un’esigenza nazionale dopo la crisi del gas di due anni fa, che potrebbe ripetersi anche quest’inverno. E hanno anche un’importanza strategica: oggi l’Italia riceve gas essenzialmente da Russia e Algeria, con quote minori da Libia e Olanda attraverso i metanodotti. Gli impianti di rigassificazione, invece, permettono di importare il metano liquefatto da qualsiasi fonte. Già oggi l’Enel dispone di 4 miliardi di metri cubi di gas all’anno che è costretta a sbarcare in Francia in mancanza (o quasi) di terminali in Italia. «Fra quattro anni potremo importare direttamente il nostro gas dalla Nigeria», ha detto Giuseppe Luzzio, ad di Nuove Energie, la società controllata dall’Enel che sta curando la costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle. Il manager sostiene che non ci sarà alcuna difficoltà ad arrivare agli 8 miliardi di metri cubi di capacità del terminale siciliano perché l’Enel ha già un «pacchetto» di accordi in fieri in grado di coprire le necessità di fornitura per i prossimi anni. Luzzio ha anche affermato di ritenere che sia più efficiente costruire impianti al Sud, anziché al Nord come hanno fatto l’Eni a Panigaglia (vicino a La Spezia) o come sta facendo la Edison a Rovigo assieme a Esso e a Qatar Petroleum.
Gli impianti al Nord, infatti, richiedono un viaggio più lungo delle navi metaniere rispetto a quelli al Sud, per i quali impiegano un giorno in meno e possono fare più viaggi e consegnare più gas. Il rigassificatore che dispone di serbatoi funziona da stoccaggio del gas per i momenti di maggior richiesta. Senza contare che le navi metaniere stesse sono degli stoccaggi galleggianti.