Enel mette in vendita la «piccola rete» E Terna è interessata

nostro inviato a Düsseldorf

L'ad Enel, Fulvio Conti, va a Mosca per la conclusione dell'Opa su Ogk5 che fa del gruppo uno dei principali protagonisti della liberalizzazione elettrica russa, e approfitta proprio di questa occasione per lanciare una nuova iniziativa che spiazza almeno in parte il mercato elettrico: mette in vendita 19mila chilometri di rete elettrica ad alta tensione che non fa ancora capo a Terna, la società che è diventata proprietaria della rete italiana di trasmissione ad alta tensione. In questo caso Enel mette sul mercato quello che si può considerare il collegamento tra la rete di trasmissione e la rete a media tensione: in altri termini è quello che nella rete stradale sono gli svincoli che collegano le autostrade alle statali. Prezzo? Si parla di una somma tra il miliardo e il miliardo e mezzo di euro. In corsa ci sarebbe più di un pretendente, anche se Terna parte ovviamente favorita, ma senza l'assoluta sicurezza di spuntarla. Enel ha infatti chiamato a raccolta anche fondi di investimento che potrebbero essere interessati a entrare in un settore regolato che dà rendimenti praticamente prestabiliti.
La mossa di Conti potrebbe portare nelle casse della società una forte iniezione di liquidità che servirebbe o ad abbassare il debito o a finanziare nuove acquisizioni. C'è infatti da tenere conto che le agenzie di rating hanno penalizzato Enel dopo l'acquisizione di Endesa, ma anche da considerare che questo è un momento in cui sono ancora possibilità offerte dalle privatizzazioni russe, senza contare alcuni Paesi dell'Est che stanno «sistemando» il loro parco elettrico. Ed è anche un segnale che il gruppo italiano punta sempre di più ad uscire dal mercato regolato per scommettere su quello libero. La conclusione dell'Opa su Ogk5, che ha dato all’Enel il controllo della società (circa il 60% del capitale, mentre Gazprom detiene il 5%), fa parte di una corsa a Est che ha visto il gruppo di Fulvio Conti muoversi da solo o assieme all'Eni su più fronti. Assieme al gruppo guidato da Paolo Scaroni, Conti è infatti entrato nel settore della ricerca e dello sviluppo dei campi di gas che serviranno un domani ad alimentare le centrali elettriche russe acquistate dall'Enel.
Complessivamente l'esborso sostenuto da Enel per l'acquisto di Ogk5 supera di poco i 2,6 miliardi di euro. Ogk5 è una delle sei società russe destinate alla privatizzazione, comprende 4 centrali termoelettriche nelle regioni più sviluppate e in rapida crescita.
Enel ha anche il 40% di Sever Energia, la società controllata al 60% dall'Eni che dispone di promettenti aree per lo sfruttamento del gas naturale.