Enel: «Opa Suez? Mai annunciata»

Al Tesoro saranno versati dividendi per 830 milioni

da Milano

Se non è un addio a Suez, non siamo molto lontani: «Enel non ha mai annunciato un’Opa su Suez. Abbiamo detto ufficialmente che avevamo, e abbiamo, all’esame alcuni dossier funzionali al programma di espansione internazionale», ha affermato ieri l’amministratore delegato Fulvio Conti in occasione dell’assemblea degli azionisti che ha approvato il bilancio 2005 chiuso con utili in crescita del 48% e ha dato il via libera al dividendo complessivo di 0,63 euro di cui 0,44 a saldo dopo che era già stato distribuito lo 0,19 nel novembre scorso. Il Tesoro incasserà così 830 milioni, mentre a Cdp ne andranno 395. «Enel è interessata e ha le risorse per cogliere eventuali opportunità di crescita che annunceremo una volta finalizzate. Fino allora non faremo commenti su specifiche operazioni», ha aggiunto Conti.
Resta invece, ufficiale, l’interesse per il mercato spagnolo: «Sapete che operiamo già nel mercato iberico e nel settore tradizionale abbiamo una quota del 5 per cento. E sapete anche che il mercato spagnolo è oggetto di iniziative: è pendente l'Opa di Gas Natural su Endesa e quella di E.On sulla stessa Endesa. Noi pensiamo di non doverci schierare a favore di uno o un altro, ma abbiamo espresso il nostro interesse strategico a questi asset». Conti alcuni mesi fa aveva fatto una visita in Spagna per verificare le opportunità di espansione dell’Enel con un’eventuale alleanza con Gas Natural e c’erano state anche voci, mai confermate, di un possibile lancio di un’Opa su Iberdrola. Che di fatto finora non si è realizzata. Come non hanno avuto finora riscontro le indiscrezioni, peraltro attendibili, di colloqui con la tedesca Rwe.
L’altro fronte estero aperto per Enel è quello romeno dove, ha detto, «pensiamo di essere ben posizionati e di ricevere presto buone notizie». Enel è infatti in gara per Muntenia Sud, società elettrica romena che gestisce la rete di distribuzione elettrica dell'area di Bucarest, per la quale il responso dovrebbe arrivare settimana prossima.
Quanto all’Italia, Conti ha smentito ogni ipotesi di fusione con Eni o di acquisizione di asset da parte dell’Enel: «Non c’è nessuna operazione allo studio, sono notizie destituite di fondamento», ha affermato facendo eco alle dichiarazioni dell’ad Eni, Paolo Scaroni, di giovedì.
Ed è il fronte italiano quello che oggi preoccupa di più i vertici Enel: da un lato ci sono i timori per una nuova crisi del gas nel prossimo inverno, dall’altro ci sono le incertezze del governo sulla politica energetica. L’allarme lanciato giovedì in Confindustria dal ministro Pierluigi Bersani, secondo il quale bisogna puntare sulle alternative al gas (cioè il carbone), si è scontrato con la presa di posizione del ministro Pecoraro Scanio, che ha invece proposto una moratoria per il carbone. E il presidente Enel, Pietro Gnudi, ha avvertito che tra 2006 e 2007 entreranno in funzione centrali a gas per 6mila megawatt, che saliranno a 10mila entro il 2010: «Non è dunque difficile ipotizzare che la crisi che lo scorso inverno ha portato all'adozione di misure d'emergenza e ad intaccare pesantemente le scorte strategiche di gas, potrebbe ripetersi il prossimo inverno», ha detto Gnudi.