Enel presto azionista unica della spagnola Endesa

Autorizzazioni in ritardo: non se ne fanno di nuovi

da Madrid

L’anno nuovo ha portato a Enel un finanziamento di circa 8 miliardi di euro da parte di nove banche spagnole. Saranno utilizzati per l’acquisto del 25% di Endesa, attualmente posseduto dal socio iberico Acciona (Enel ha il 67%). A lanciare la notizia è stato ieri il giornale economico spagnolo Cinco Días, secondo il quale Enel avrebbe ottenuto dal Santander 1,3 miliardi di euro, mentre un sindacato composto dal Bbva e da altre sette banche avrebbe chiuso un prestito per altri 6,7 miliardi di euro. Nella partita, secondo quanto risulta al Giornale, ci sarebbe inoltre un ruolo di coordinamento affidato a Mediobanca. Sia Enel che Acciona, sentite ieri dal Giornale, non hanno voluto commentare, anche se fonti vicine alla società spagnola vedono il prestito come il necessario passo previo a una possibile offerta di Enel. Con l’operazione il Santander rinegozierebbe, di fatto, il finanziamento di 2,5 miliardi di euro concesso a suo tempo ad Acciona, passando alla più solida Enel un credito di 1,3 miliardi di euro. La banca di Emilio Botín ha spiegato ieri che con l’operazione vuole «migliorare l’esposizione al rischio».
Secondo il quotidiano spagnolo, Enel offrirebbe ad Acciona 8 miliardi di euro in cash - provenienti dal finanziamento - e gli asset di energie rinnovabili di Endesa - che già dovrebbero passare a una joint venture controllata dagli spagnoli - per un valore di circa 3 miliardi di euro, arrivando così vicino a 11 miliardi di euro, il valore della put (diritto a vendere) che Acciona potrebbe esercitare a partire dal 2010.
A entrambi i soci interessa la vendita. L’azienda edile della famiglia Entrecanales è infatti indebitatissima e la vendita della sua parte di Endesa la aiuterebbe a recuperare liquidità. Da parte sua Enel si troverebbe a controllare quasi il 100% del gruppo spagnolo e potrebbe finalmente cambiare piano strategico e nominare un consiglio coeso che permetta di farla fruttare al meglio. L’accordo è imminente e dovrebbe essere finalizzato il prossimo mese, vista la complessità della negoziazione. I cda di Endesa, che spesso si sono chiusi in malo modo, sono stati ultimamente posticipati, e anche altri nodi non sembrano sciogliersi. Il consiglio non ha infatti dato il via libera alla spartizione dei dividendi incassati con la vendita di Endesa Europa alla tedesca E.On, che si aggirano sui 4,5 miliardi di euro. Per quanto riguarda Enel l’operazione avrebbe avuto già un informale via libera dalle agenzie di rating. L’azienda di Conti non si può infatti permettere un declassamento del debito. A fine 2008 era pari a 50 miliardi con un margine operativo di 14. Quest’anno, se l’operazione dovesse andare a buon fine, salirebbe a 60 miliardi con un Mol a 16,4.