Enel: «La schedatura è imposta dalla legge»

Qualche giorno fa i lettori avevano denunciato l’arrivo, con le bollette Enel, dei moduli per trasmettere all’azienda i dati catastali dell’appartamento a cui si riferisce l’utenza energetica. Soprattutto gli anziani avevano lamentato forti disagi nel reperire gli elementi richiesti, anche in ordine alle multe previste per gli inadempienti: da 150 a 500 euro. L’Enel ha risposto con una nota che dice: «In riferimento all'articolo “Enel scheda i clienti” apparso sull'edizione genovese del vostro giornale Enel precisa che la richiesta dei dati catastali non è iniziativa della nostra azienda bensì un obbligo posto a carico di tutti i fornitori di energia elettrica, gas e servizi idrici, pubblici e privati. L'obbligo deriva da quanto disposto dalla Legge Finanziaria 2005 (Legge 311 del 30.12.2004 - art.1 comma 333) secondo la quale è necessario fornire i dati catastali identificativi dell'immobile presso cui è attivata la fornitura. Tali dati devono essere acquisiti, secondo modalità prestabilite, dai fornitori per essere successivamente trasmessi all'Anagrafe Tributaria. Enel dunque non sta creando alcun “archivio per schedare gli italiani”. Sebbene possiamo comprendere alcuni dei disagi segnalati ricordiamo che i dati richiesti da Enel, in nome e per conto dell'Agenzia dell'Entrate, sono facilmente reperibili sulla bolletta, per quel che riguarda i dati della fornitura, e sul rogito di acquisto dell'immobile, per quel che riguarda i dati catastali». Bene il fatto che Enel precisi, anche se le richieste sono arrivate anche a chi abita in affitto e restano i disagi a carico dei clienti-utenti. Disagi che, in periodo di autocertificazione, potevano essere evitati.