Enel-Suez, Conti chiede garanzie a Bruxelles

Il ministro Scajola: «Non credo che questa sarà la settimana decisiva»

Paolo Giovanelli

da Milano

Oggi l’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, incontra a Bruxelles il commissario alla Concorrenza, Neelie Kroes: l’obiettivo è quello di ottenere dalla Commissione la garanzia di un intervento nel caso in cui Parigi mettesse in atto misure per impedire all’Enel di lanciare l’Opa. Ieri la Kroes ha incontrato l’amministratore delegato di Suez, Gerard Mestrallet, e quello di Gaz de France, Jean-François Cirelli. Mestrallet ha affermato che il clima dei colloqui, durati circa un’ora e mezza, è stato «costruttivo e cordiale»: «Abbiamo illustrato la qualità e la forza di un progetto che aumenterà la concorrenza europea» ha affermato. I piani per la fusione Suez-Gdf saranno comunicati «prima possibile» alla Commissione. Ma fino a quel momento Bruxelles non avrà nulla di concreto in mano su cui potersi pronunciare. Non sembra si sia parlato del fatto che il governo di Parigi dovrà fare una nuova legge per permettere allo Stato di scendere sotto il 70% di Gaz de France. Oggi la quota pubblica si avvicina all’80% e con la fusione sarebbe diluita intorno al 30%. Ed è l’atteggiamento dell’esecutivo il nodo di tutta la vicenda.
Ma mentre si svolgono queste manovre, che non sembra possano considerarsi conclusive, la domanda di fondo che gli ambienti del settore si pongono è: allora, l’Opa arriva o no? Domanda che ieri sera sembrava rimanere senza risposta. La nuova legge anti Opa approvata in tempi record dall’Assemblea francese mette certamente i bastoni tra le ruote di un’offerta Enel, rendendola più difficile attraverso un meccanismo di aumenti di capitale «a sconto» rispetto alle quotazioni di mercato. D’altro canto ieri l’agenzia Afp sosteneva che erano in corso trattative avanzate con fondi di investimento per la vendita delle attività ambientali e dell’acqua di Suez, se l’Opa andrà a buon fine.
Così il cda Enel di domani potrebbe prendere decisioni importanti, che verrebbero presentate nell’incontro con gli analisti che si terrà giovedì. Questo eviterebbe a Conti di doversi presentare al mondo finanziario senza una decisione. Fonti Enel sottolineano però che fare scelte affrettate potrebbe essere ben più imbarazzante che dire agli analisti che nessuna scelta è stata ancora fatta. Conti potrebbe aspettare che la Kroes faccia chiarezza sulle intenzioni del governo di Parigi per non andare a immobilizzare 50 miliardi di euro in una trappola francese. E su questa linea sembra anche essere il ministro Claudio Scajola: «Non so se questa sarà la settimana decisiva. L'Enel è una società quotata in Borsa che risponde al mercato, ha intenzione forse di lanciare l'Opa, farà il suo percorso. Quello che so dirle è che la posizione dell'Italia di forte critica nei confronti della Francia è stata espressa dal governo con fermezza» ha dichiarato il responsabile delle Attività produttive.
D’altro canto le manovre francesi stanno preoccupando il Belgio: «Non aspetterò la decisione finale della Commissione - ha detto il premier Guy Verhofstadt - voglio avere delle aperture di mercato fin da ora». Il Belgio rischia infatti di trovarsi in casa il monopolio Suez-Gdf.