Enel, tengono i conti ma aumenta il debito Bond per 4 miliardi

L’«AD» CONTI «Per il nucleare vedo condivisione anche da parte dell’opposizione»

I conti dei primi nove mesi dell’Enel, approvati ieri dal cda, sembrano contenere un mistero: sia il margine lordo che quello netto sono in crescita sullo scorso anno (rispettivamente dell’11,2 e del 12,6%) ma l’utile netto del gruppo è in calo del 2,1%, da 4,8 a 4,7 miliardi. Che cosa ha abbattuto l’ultima riga del bilancio? Presto detto: dei benefici fiscali contabilizzati nel terzo trimestre del 2008 avevano fatto aumentare in via straordinaria l’utile, con un risparmio di 1,19 miliardi. Senza quella posta - che nel bilancio del 2009 non appare - anche l’attuale utile netto sarebbe stato in crescita consistente.
Il gruppo mostra comunque soddisfazione per i dati di questi mesi di crisi, durante i quali la caduta della domanda ha colpito tutti i produttori di energia: aver confermato il livello dei ricavi, con un incremento anzi dello 0,8%, e soprattutto quello dei risultati operativi, dimostra una buona tenuta sul mercato.
Il vero problema dell’Enel, come si sa, è il forte indebitamento dovuto all’acquisizione della spagnola Endesa, che ha portato le sue dimensioni al secondo posto in Europa. Questa voce è aumentata dell’8,2% rispetto al 31 dicembre 2008: 54 miliardi contro 49,9. Salvo il fatto che oggi, e non a dicembre, Endesa risulta consolidata al 100%. «L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre il debito a 45 miliardi entro la fine del 2010» ha detto l’ad e direttore generale, Fulvio Conti. Nel corso dell’anno sono già previsti infatti 10 miliardi di dismissioni, dalla rete Endesa a una quota del 30-40% di Enel Green Power, che potrebbe anche essere quotata con l’obiettivo di valorizzare il business delle fonti rinnovabili.
Intanto il cda ieri ha deliberato l’emissione di bond per 4 miliardi entro il 31 dicembre 2010, con modalità e tempi da dettagliare, ma destinati prevalentemente al pubblico; la parte riservata agli investitori istituzionali esteri sarà emessa dall’olandese Enel finance international con garanzia della capogruppo. Sul fronte dei corporate bond - per i quali il mercato mostra in questo periodo un appetito sostenuto, visti anche i rendimenti del 4-5% lordo in un contesto di tassi piatti - è già stata esaurita la delega precedente, 10 miliardi che potevano essere emessi entro il giugno 2010 (9,5 sono stati collocati solo in settembre, con una richiesta 4 volte la disponibilità). Un primo obiettivo è stato già raggiunto, con il ribaltamento dei pesi dei creditori: fino a settembre il 60% del debito era sottoscritto con le banche; oggi il 60% si configura come obbligazioni. Cosa che ha prodotto anche un allungamento da 5 a 7 anni del debito. L’aumento di capitale da 8 miliardi avvenuto a giugno aveva avuto - insieme a taglio di costi e d’investimenti e alla riduzione del dividendo - l’obiettivo prioritario di difendere il rating A assegnato dalle agenzie internazionali.
Conti, sentito ieri in audizione a Montecitorio, ha commentato positivamente l’avvio dei programmi italiani per l’energia nucleare: «Vedo un progetto condiviso anche dall’opposizione», ha detto al termine. «Si tratta di investimenti di lungo periodo, occorre una condivisione che vada oltre l’arco di un unico governo».