«Energia della fede», 80 scatti di felicità

Natalia Ergias

«Il filo conduttore è l'emozione, la gente di strada che si è espressa per quel 150esimo di secondo, calando la maschera e lasciando trasparire la serenità, perché quando si lascia trasparire l'anima si è più felici». Parola di Ignazio Cozzoli, l'autore della mostra fotografica aperta ieri e visibile gratuitamente fino al 21 aprile nella Casa dell'Energia, in piazza Po. «L'energia della Fede» è il titolo di questo progetto, ospitato nei suggestivi locali di un'ex-centralina dell'Aem, ora ristrutturati a fini educativi per le scolaresche.
Ottanta fotografie, in bianco e nero e a colori, accompagnate da citazioni di matrice cristiana che ne suggeriscono il senso, partendo dall'acqua, dell'origine della vita, alla maternità, al lavoro nei campi, le tappe in cui si dipana un percorso di espressione della fede che si fa energia del fare. «L'ho intitolata “La mia verità” perché ognuno ha un suo credo, scaturito dalle esperienze - commenta l'autore -. Ho cercato di cogliere gli eventi che fanno parte dell'essenza umana e che portano alla riflessione e alla fede. È proprio quell'energia che sprigiona dall'anima grazie alla fede, che travalica la maschera che ci copre il viso per liberarsi in espressione di emozione». Molti ritratti, sguardi profondi, sofferenti o allegri, assorti e pensosi: il materiale è stato raccolto in diversi anni di attività. Contadini lombardi con le gerle cariche, angoli della Valtellina, ma anche la profonda umanità dei visi dei bambini in Africa, laddove la sofferenza è più autentica e vissuta.
Nonostante la profonda ispirazione religiosa, vi sono ben poche immagini strettamente «sacre», nota monsignor Gianni Zappa, della comunicazione sociale della Curia, venuto a sostenere la mostra insieme all'onorevole Ombretta Fumagalli Carulli. «Lo noto con piacere - spiega Zappa - perché nella scelta c'è una motivazione più profonda e meno facile che la semplice rappresentazione di un crocifisso».