Energia, nasce il gigante Milano-Brescia

In Borsa la società avrà una capitalizzazione di 9 miliardi

da Milano

Nove mesi di trattative e rinvii, ma alla fine è nato: si chiama Asem. Lo annunciano papà Aem Milano e mamma Asm Brescia: «Era meglio un trigemino, mi hanno fatto venire l’orticaria» affermava ieri uno dei protagonisti della maratona mentre il sindaco di Milano, Letizia Moratti, quello di Brescia, Paolo Corsini, assieme ai vicesindaci Riccardo De Corato e Luigi Morgano, entravano nella sala della conferenza stampa con i due presidenti delle società, Giuliano Zuccoli e Renzo Capra, per annunciare la firma. Comunque, è fatta. E ha preso finalmente il via la terza società elettrica italiana, la prima nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti (grazie anche all’incorporazione dell’Amsa in Aem) e la terza nella distribuzione del gas, con un fatturato aggregato che nel 2006 ha raggiunto i 9,4 miliardi di euro, un margine operativo lordo di 1,8 miliardi e una capitalizzazione che al 1° giugno 2007 era di circa 9 miliardi, una cifra che ne fa «la dodicesima società nel Mib 30» ha ricordato Corsini.
Innanzitutto: si tratterà di una incorporazione di Asm in Aem, ma la sede legale sarà a Brescia. Il concambio, punto dolente (uno dei punti dolenti) di tutta la trattativa è stato fissato in 1,6 azioni Aem per una Asm, il che significa che ogni azionista Asm riceverà 8 azioni Aem per ogni 5 azioni Asm. I Comuni di Brescia e Milano avranno una quota congiunta pari al 55% del capitale post fusione, con un 27,5% ciascuno e stipuleranno un patto parasociale. Per mantenere il controllo congiunto anche dopo la conversione del prestito obbligazionario Aem, i Comuni di Brescia e di Milano acquisteranno rispettivamente 2,4 e 2,9 milioni di azioni sul mercato. Agli azionisti di Asm verrà dato un dividendo straordinario di 11 centesimi per azione (inferiore alle attese), per un totale di 85 milioni, prima della data di efficacia della fusione: questo servirà a equilibrare i rapporti tra le due società. Entro giugno dovrebbe arrivare il via libera definitivo dei cda, mentre entro novembre, o al massimo a fine anno, l’intera operazione dovrebbe essere conclusa. In Borsa i titoli hanno avuto perdite marginali.
L’altra questione su cui più volte si è arenata la trattativa, quella della governance, è stata risolta con l’applicazione del modello duale con un consiglio di sorveglianza e uno di gestione della durata di tre anni. Il consiglio di sorveglianza avrà 15 membri, presidente bresciano (Renzo Capra), vice milanese. Quello di gestione avrà 8 componenti, presidente milanese (Giuliano Zuccoli), vice bresciano. Per le cariche ci sarà un’alternanza triennale. Il consiglio di gestione nominerà due direttori generali che, nonostante le smentite, sembra saranno Renato Ravanelli (attuale cfo Edison) e Paolo Rossetti (Asm). Advisor finanziari: Citi, Jp Morgan e Mediobanca (con Gianfranco Amoroso) per Aem, Intesa (con Fabio Canè) e Merrill Lynch per Asm.