Eni, accordo con Gazprom che acquista il 20% di Gazpromnet: 4,2 miliardi di dollari 

"Gazprom ha esercitato l’opzione e ci pagherà 4,2 miliardi di dollari che è esattamente il prezzo da noi
pagato più gli interessi". Così  l’amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni,
ha annunciato annunciando l'accordo firmato a Mosca

Mosca - "Gazprom ha esercitato l’opzione e ci pagherà 4,2 miliardi di dollari che è esattamente il prezzo da noi pagato più gli interessi". Così  l’amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni, ha annunciato annunciando il riacquisto da parte di Gazprom del 20% di Gazpromneft.
Eni e Gazprom hanno firmato oggi a Mosca, alla presenza del primo ministro della Federazione Russa, Vladimir Putin, "importanti accordi che rappresentano un ulteriore passo in avanti della cooperazione strategica in campo energetico tra Italia e Federazione Russa". Ne dà notizia un comunicato del colosso energetico. In particolare, spiega la nota, "le parti svilupperanno progetti congiunti in Russia e fuori dalla Russia, sulla base del principio di reciprocità, in linea con la nuova politica energetica russa".
Più nel dettaglio, "Eni e Gazprom hanno firmato la cessione del 20% di Gazprom Neft da Eni a Gazprom, in linea con gli accordi già previsti. Eni inoltre ha firmato sotto il patrocinio del governo russo una serie di accordi di collaborazione in Russia e all’estero con le principali società energetiche russe (Inter Rao UES, Rosneft, Transneft e Stroytransgas) con le quali avvierà un ampio programma di cooperazione strategica che riguarderà vari ambiti del settore energetico".

In particolare, Enipower e Inter Rao UES hanno firmato un accordo per analizzare progetti congiunti in Russia e paesi terzi. Eni ha inoltre firmato con Rosneft un protocollo di collaborazione nei settori upstream e della raffinazione, sempre in Russia e all’estero. Questi accordi, si legge sempre nella nota, «consolideranno ulteriormente le relazioni tra i due Paesi e rafforzeranno significativamente la sicurezza degli approvvigionamenti di gas in Italia e in Europa».