Eni in cima al podio per fatturato e utili

Eni è la «regina» del 2010 per fatturato e utili nella consueta classifica dei gruppi industriali e finanziari realizzata dall’Ufficio studi di Mediobanca. La società guidata dall’ad Paolo Scaroni ha confermato il primo posto per i ricavi (nel 2010 cresciuti del 18,4% a 98,5 miliardi) e ha riconquistato la vetta anche nella sezione utili con 6,3 miliardi a discapito di Enel che mantiene la seconda posizione per entrate. In terza piazza si conferma il conglomerato Exor-Fiat con oltre 58,9 miliardi di fatturato (+12,3% annuo), mentre al quarto c’è sempre Telecom Italia che però è al terzo posto per risultato netto (3,1 miliardi).
Chi sale e chi scende. L’impennata dei prezzi petroliferi dell’anno scorso ha spinto il fatturato (+12,4%) delle imprese energetiche. In generale, nel 2010 il fatturato delle grandi imprese industriali è cresciuto in Italia del 9,4% (-19,4% nel 2009). Se Eni ed Enel hanno consolidato la loro leadership, Esso Italiana è salita all’ottavo posto dal decimo dell’anno scorso, Edison ha confermato la nona posizione ed entrambe hanno scavalcato Poste Italiane scesa al decimo (ma è quarta per utili con poco più di un miliardo), mentre Saras si è portata dal ventesimo all’undicesimo (+63% di ricavi a 8,5 miliardi). Il gruppo Fininvest è diciassettesimo con circa 6 miliardi di fatturato (+9%, sedicesimo nel 2009). Pirelli sale al ventiquattresimo posto e supera la Cofide di Carlo De Benedetti. Esce dalle prime venti il gruppo Italmobiliare, scesa in ventiduesima posizione. La «maglia nera» delle perdite è Seat Pagine Gialle (667,4 milioni, pari al 60% del fatturato), seguita dal gruppo Lucchini (648 milioni) e da De Agostini (-567 milioni di cui 440 ascrivibili alla svalutazione di Generali).
Settori. In cima al comparto alimentare si conferma Parmalat, seguita da Barilla e da Ferrero. Considerando la controllante lussemburghese, il gruppo di Alba sarebbe il primo con 6,6 miliardi di fatturato e Parmalat con le attività italiane di Lactalis il secondo (5,6 miliardi). Nel comparto trasporti si segnala il recupero di Alitalia, salita in 36sima posizione. A2A è la prima delle ex municipalizzate con 5,9 miliardi, seguita da Hera. Esselunga di Bernardo Caprotti, scesa al sedicesimo posto, ha superato Carrefour Italia (6,2 miliardi contro 5,7).Nel comparto moda Prada appaia Benetton a quota 2 miliardi di euro e stacca Armani (1,58 miliardi).
L’indebitamento. Per quanto riguarda il totale dell’indebitamento finanziario il primo posto spetta a Enel (63,6 miliardi, -4% annuo), seguita da Telecom (38,6 miliardi, -3,7%), Exor (32,4 miliardi, +8,7%) ed Eni (27,8 miliardi +12%).
Le banche. Nel settore bancario i primi cinque della classifica nel 2010 sono gli stessi dell’anno precedente. Il totale attivo tangibile premia Unicredit (903,9 miliardi) davanti a Intesa Sanpaolo (632,7 miliardi) che però è leader per utili rispetto all’istituto di Piazza Cordusio (2,7 miliardi contro 1,3 miliardi). Al terzo posto resta il Monte dei Paschi di Siena (236,7 miliardi di totale attivo e 900 milioni di utile). Mentre le due big dell’universo «cooperativo», Banco Popolare e Ubi Banca, mantengono rispettivamente la quarta e la quinta posizione. Mediobanca è settima dopo Bnl. Guadagna una posizione ed è nona la Popolare di Milano (53 miliardi).
Crediti incagliati. Tra la fine del 2003 e quella del 2010, i crediti dubbi (sofferenze, incagli, ristrutturati e scaduti) in capo alle banche italiane sono cresciuti del 172%, pari al 15,3% annuo e con un incremento della propria incidenza sul totale passato dal 4,4% del 2003 al 6,4% nel 2010 (passando per un minimo al 2,9% del 2007). Nello stesso arco di tempo, segnala Mediobanca, la crescita dei crediti alla clientela (imprese e famiglie) è stata pari all’87,8%, il 9,4% annuo. La patrimonializzazione resta buona: il coefficiente di solvibilità a fine 2010 si è attestato al 12,4% (11,9% nel 2009).