Eni cresce in America grazie a Dominion

Milano - Eni acquista per 4,5 miliardi di dollari le attività «upstream» nel Golfo del Messico della Dominion, una delle maggiori compagnie energetiche americane, e diventa così uno dei principali operatori dell’area.
«Un’operazione al centro della nostra strategia - sottolinea l’amministratore delegato Paolo Scaroni - che rafforza la presenza nel Nord America, dove siamo entrati nel 2005» e che, insieme alle altre quattro acquisizioni siglate dall’inizio dell’anno, permetterà al gruppo di aumentare la propria produzione «di 300mila barili al giorno» secondo le stime degli analisti per il periodo 2013-2015. Il gruppo petrolifero con l’acquisizione delle attività Dominion disporrà infatti, dal primo luglio prossimo, di ulteriori 75mila barili al giorno: ma l’operazione include altri 700mila dollari di progetti esplorativi che «confidiamo si traducano in importanti scoperte» produttive, prosegue Scaroni.
Gli asset di produzione, sviluppo ed esplorazione acquisiti con l’operazione sono situati nelle acque profonde e nella parte continentale del Golfo del Messico, nelle acque territoriali texane e della Louisiana; l’acquisizione comprende anche il personale della Dominion - che è quotata al Nyse - basato a New Orleans. In circa il 60% delle licenze acquisite Eni avrà il ruolo di operatore. La transazione, avvenuta attraverso la controllata Eni Petroleum Company, ha un valore complessivo di 4,757 miliardi di dollari, compresi i 680 milioni di dollari di asset esplorativi, e avrà efficacia dal 1° luglio 2007.
Tra i giacimenti che Eni rileva, figurano i campi produttivi di Devils Towers, Triton e Goldfinger (operati di Eni con la quota del 75%), e quelli esplorativi di Front Runner (37,5% Eni), San Jacinto (operato da Eni con la quota del 53,3%), Q (50% Eni), Spiderman (36,7% Eni) e Thunderhawk (25% Eni). Questi giacimenti rappresenteranno il 70% delle riserve provate e probabili, le cosiddette «2P», complessivamente acquisite da Eni nell’operazione. Inoltre, Eni incrementerà ulteriormente il proprio portafoglio esplorativo nel Golfo del Messico grazie a nuove licenze con un significativo potenziale produttivo. L’operazione è subordinata alle necessarie approvazioni governative, all’esercizio di diritti di prelazione entro 30 giorni dalla notifica (che riguardano meno del 5% delle riserve «2P» complessive) e ad altre condizioni consuetudinarie. Il completamento della transazione è atteso per il 2 luglio 2007.
Dopo l’annuncio dell’operazione, il titolo Eni è salito a Piazza Affari dello 0,25% a 24,41 euro, per chiuder
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