Eni-Enel fanno affari in Russia Vinta l'asta per il gas Yukos

Il consorzio Enineftegaz si è aggiudicato alcuni importanti asset del fallito gigante energetico privato russo Yukos, che comprende il 20% delle azioni di Gazpromneft, Arktikgaz e Urengoil

Mosca - Eni ed Enel (consorzio EniNeftegaz al 60% Eni e con Enel al 40%) ha acquisito asset della fallimentare Yukos per 5,8 miliardi di dollari, 4,36 miliardi di euro. Il lotto battuto oggi all'asta a Mosca comprende il 100% di Arctic Gas Company, il 100% di Urengolil, il 100% di Neftegasteknologia, il 20% di Gazprom Neft (ex Sibneft, ora controllata dal colosso dell'oro blu Gazprom) e alcuni asset minori, "che verranno liquidati o venduti", precisano i comunicati delle due società italiane, a gara conclusa. All'asta hanno partecipato anche le russe Unitex e NefteTradeGroup, mentre la compagnia Trans Nafta, secondo la stampa moscovita, ha ritirato all'ultimo la propria offerta. Una gara veloce, circa 10 minuti, con 26 offerte e controfferte.

L'agenzia di stampa Ria Novosti ha riportato in tempo reale la cronaca dei bid, spiegando che "principalmente le attività di offerta sono state tra EniNefteGaz (controllata dell'italiana Eni) e NefteTradeGroup (controllata della russa Rosneft). Unitex ha fatto solo due offerte", prosegue Ria. L'acquisizione di oggi vede concretizzarsi sul versante russo l'intesa firmata tra Eni e Gazprom nel novembre 2004, che sul fronte italiano prevede l'ingresso del gigante russo del gas come venditore diretto di metano. Dal punto di vista giuridico questo è possibile già dal primo aprile, ma i russi - che hanno dato incarico a Zao Banca Intesa per la scelta dei soci itliani - non hanno ancora finalizzato un accordo in tal senso.

Oggi Gazprom ha anche annunciato di aver concluso "un accordo per una call option con le compagnie Eni ed Enel per l'acquisizione di futuri asset Yukos inclusi nel secondo lotto nel caso di vittoria di EniNeftegaz nell'asta odierna". Lo riporta un comunicato stampa del colosso russo dell'oro blu, specificando che la call option rienta nella partnership strategica raggiunta tra Eni e Gazprom in data 14 Novembre 2006, che - tra l'altro prevede progetti congiunti sia in Russia che all'estero. La nota sottolinea che "una call option prevede in diritto (ma non l'obbligo) all'acquisto degli asset". Con la vendita odierna entra nel vivo lo smembramento di Yukos, l'ex corazzata del greggio, già guidata da Mikhail Khodorkovsky: l'ex uomo più ricco di Russia è in carcere in Siberia per frode ed evasione fiscale. Il comitato creditori di Yukos ha diviso in tre lotti da vendere in due tempi - proprio oggi il secondo e terzo - la maggior parte degli asset della compagnia petrolifera, da agosto in bancarotta.

Soddisfazione di Gazprom Il vicepresidente di Gazprom, Aleksandr Medvedev, ha espresso oggi soddisfazione per la vittoria del consorzio Eni-Enel nell'asta per gli asset del fallito colosso privato energetico Yukos, e ha confermato l'esistenza di un accordo per una opzione di acquisto di parte del lotto aggiudicato alle aziende italiane. Lo riferiscono le agenzie Itar-Tass e Interfax. «Siamo soddisfatti dei risultati dell'asta», ha detto Medvedev: tanto più che il colosso del gas russo «ha sottoscritto con Eni una opzione d'acquisto per alcuni asset Yukos in caso di vittoria italiana nell'asta odierna». Gazprom, ha sottolineato il numero due del gigante energetico, è interessata all'acquisto del 20% di Gazpromneft e «almeno al 51% degli asset di Arcticgas e Urengoil».