«A Eni la fase sperimentale poi un team di manager»

Scaroni: dal 2011 produzione a quota 370mila barili al giorno

da Milano

Eni continuerà a gestire la fase sperimentale del progetto Kashagan poi subentrerà una nuova organizzazione di manager, costituita, oltre che da Eni, anche da Shell, Total e Exxon, che avrà la responsabilità della gestione operativa. Lo ha detto l’ad dell’Eni, Paolo Scaroni, nel corso di una conference call con gli analisti finanziari per spiegare i dettagli dell’accordo raggiunto due giorni fa con il governo kazako.
Il consorzio avrà la prelazione per negoziare i termini dell’estensione del contratto di sfruttamento del giacimento kazako oltre il periodo previsto e avrà anche il diritto di adeguarsi alle proposte di altre società per negoziare i termini per un ulteriore sfruttamento del progetto. Scaroni ha poi sottolineato che «la lunga durata del negoziato ha causato un ritardo nella produzione dei primi barili dal giacimento. Adesso avverrà nel 2011 e la produzione sarà pari a 370.000 barili al giorno».
Il direttore generale della divisione E&P, Stefano Cao, ha sottolineato che la cifra sugli investimenti da realizzare nel progetto sarà annunciata non prima di marzo. «Dobbiamo vedere quale sarà il risultato del contenzioso e alla fine tireremo le somme, per il budget e il piano del programma sperimentale bisogna attendere un paio di mesi», ha detto Cao. Il manager si è poi soffermato sull’entità delle compensazioni che, secondo il governo sono pari a 5 miliardi di dollari, mentre altre stime parlano di 2,5-4,5 miliardi di dollari. «Le compensazioni saranno il risultato del meccanismo di contratto: un bonus, un priority payment e poi un cambio nel tasso d’interesse che sarà applicato all’investimento e che è legato al prezzo del petrolio. La combinazione di questi tre fattori implica un diverso valore del trasferimento sulla base dello scenario al quale si guarda. Comunque il priority payment partirà dopo che la produzione sarà avviata, così come il meccanismo per calcolare gli interessi», ha spiegato Cao. Per Scaroni, «il bonus riguarda un ammontare piccolo rispetto al complesso delle compensazioni, ma la parte più grande è legata allo scenario del petrolio e del gas».