Eni-Gazprom: si discute il dopo-intesa

da Milano

Nuovo faccia a faccia tra i numeri uno di Eni e Gazprom. «Oggi presso la sede centrale di Gazprom si è tenuto un incontro di lavoro tra i Ceo di Eni e Gazprom, Paolo Scaroni e Alexei Miller» informa una nota del gruppo energetico italiano. «Le parti hanno affrontato gli argomenti relativi all’ulteriore sviluppo della collaborazione nel settore petrolifero» continua la nota. «L’argomento principale è stato la concretizzazione dell’accordo strategico di partnership firmato il 14 novembre 2006 tra Eni e Gazprom. Alexei Miller e Paolo Scaroni hanno concordato un passo avanti focalizzando quanto previsto nell’accordo per l’ingresso di Gazprom negli asset di produzione e downstream gas di Eni in cambio di una partecipazione Eni agli asset di produzione russi». In altri termini, l’obiettivo è stato arrivare ad una reale reciprocità tra i due gruppi: all’apertura del mercato italiano a Gazprom, che potrà esportare direttamente fino a tre miliardi di metri cubi di gas, dovrà corrispondere la possibilità di accedere direttamente ai giacimenti (o «agli asset di produzione» come li definisce un comunicato dell’Eni) che dovrà essere data al gruppo italiano. Ogni anno l’Eni importa circa 25 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia: «Abbiamo fatto un contratto da 6 miliardi di euro per 30 anni» ha detto recentemente Scaroni. «Con il presidente Putin abbiamo parlato della questione energetica anche alla luce del recente accordo tra Eni e Gazprom. Ne abbiamo parlato molto soprattutto sotto il profilo della vera innovazione che contiene questa intesa» ha detto il ministro degli Esteri Massimo D’Alema al termine di un colloquio al Cremlino con Vladimir Putin prima di ripartire alla volta di Roma.